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ASI ha allestito uno sportello per orientarsi e non rimanere indietro: sono tanti i nostri associati che pongono interrogativi ed esprimono dubbi sulle norme contenute soprattutto nel Decreto “Cura Italia”.
Un team di esperti altamente qualificato, quello di ASI Sport e Fisco, risponderà tempestivamente a tutte le domande che i nostri affiliati potranno inviare alla mail helpcoronavirus@asinazionale.it. specificando l’Asd di appartenenza. Ovviamente, per non rallentare le risposte, sarà opportuno leggere approfonditamente questa pagina (FAQ) che contiene i principali approfondimenti.
Si prega di non inviare domande le cui risposte siano già presenti nelle FAQ.

F.A.Q. : le principali domande e risposte riguardanti Coronavirus

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Bonus dei 600 euro per i collaboratori sportivi

a cura di avv. Biancamaria Stivanello 

A chi spetta?
L’indennità di 600 euro una tantum per il mese di marzo è prevista dall’art.96 del D.L. 17 marzo 2020   – Decreto Cura Italia –  e consiste nell’estensione della misura di sostegno riconosciuta ai liberi professionisti titolari di partita iva e ai lavoratori titolari di contratti di collaborazione coordinata e continuativa, iscritti alla gestione separata INPS, anche ai rapporti di collaborazione di cui all’art.67 comma I lett.m) TUIR , inquadrati tra i redditi diversi e pertanto non soggetti a forme di previdenza obbligatoria ed esclusi da oneri previdenziali. Sono compresi dunque sia i collaboratori sportivi “puri” sia quelli “amministrativi gestionali”.

Possono accedere anche i collaboratori dei comitati?
Sì. Il bonus si riferisce a rapporti di collaborazione sportiva instaurati con federazioni sportive nazionali, enti di promozione sportiva, società e associazioni sportive dilettantistiche e dunque comprende anche i comitati.

Quali sono i requisiti? 
Il Decreto Cura Italia prevede due requisiti:

  • il rapporto deve essere già in essere al 23 febbraio 2020
  • il collaboratore non deve percepire altri redditi da lavoro

Entrambe le condizioni – preesistenza del rapporto di collaborazione e mancata percezione di altri redditi da lavoro – devono essere autocertificate dal richiedente :  salve ulteriori diverse indicazioni, alla domanda non andranno quindi allegati i documenti attestanti l’instaurazione del rapporto ma un’autodichiarazione con la quale il richiedente attesta a pena di falso la veridicità dei fatti e delle qualità dichiarate. I documenti devono quindi essere idonei a documentare quanto dichiarato e conservati in modo da essere esibiti in caso di controlli.

Se ho percepito a febbraio e marzo altri redditi da lavoro occasionale sono escluso dal bonus?
La norma richiede che il collaboratore non abbia percepito altri redditi da lavoro e quindi al momento, in attesa di altre ulteriori specifiche indicazioni dobbiamo interpretarlo in senso generico tale da comprendere qualsiasi altro reddito da lavoro, anche occasionale. Tuttavia poiché il reddito da lavoro occasionale a fini fiscali è considerato reddito diverso art.67 comma 1 lett.l), potrebbe essere valutata una compatibilità con il bonus. Vi aggiorneremo tempestivamente appena verranno dati gli opportuni chiarimenti.

Se percepisco l’indennità da disoccupazione ho diritto di richiedere il bonus per collaboratori sportivi? 
La norma richiede che il collaboratore non abbia percepito altri redditi da lavoro quindi sono sicuramente compresi i redditi da lavoro dipendente e autonomo; dubbio se siano inclusi i redditi assimilati come nel caso di indennità di disoccupazione. Vi aggiorneremo tempestivamente appena verranno dati gli opportuni chiarimenti.

Se percepisco il reddito di cittadinanza ho diritto al Bonus?
No. Per i percettori del reddito di cittadinanza sono espressamente escluse le  indennità previste per i lavoratori autonomi e i collaboratori coordinati e continuativi dall’art.27 e pertanto, considerato che l’art.96 sul bonus ai collaboratori sportivi richiama la predetta disposizione si ritiene che l’esclusione valga anche in questo caso.

Chi eroga l’indennità?
Il bonus per i collaboratori sportivi verrà riconosciuto da Sport e Salute s.p.a. nel limite massimo di 50 milioni di euro per l’anno 2020 pari all’incremento delle risorse assegnate a tal fine a Sport e Salute s.p.a.

Come devo fare per presentare la domanda?
I dettagli per la presentazione della domanda non sono ancora noti perché le modalità di presentazione così come  i criteri di gestione delle risorse verranno stabiliti da un  Decreto MEF che non è ancora stato adottato e dovrà essere emanato entro il 1 aprile 2020 (nel termine di 15 giorni dal 18 marzo previsto dal decreto Cura Italia).

Devo avere una PEC?
Sport e Salute s.p.a.  ha attivato un indirizzo mail dedicato alle domande  curaitalia@sportesalute.eu  Si tratta di un indirizzo di posta ordinaria e non certificata e dunque è presumibile che le domande si dovranno inviare con tale modalità. Al momento dunque non risulta richiesta l’attivazione di una PEC ma ogni ulteriore dettaglio è demandato al successivo decreto. In via precauzionale potrebbe essere comunque utile attivare una casella di posta certificata per non arrivare impreparati.
Sono già disponibili i moduli per la presentazione della domanda?
No, perché le modalità sono demandate ad un successivo decreto.
Il sito Sport e Salute s.p.a. precisa che  non essendo ancora stato emanato il relativo decreto, non esiste alcun modulo di presentazione della domanda o format di autocertificazione e che, per presentare la domanda, occorrerà attendere le modalità che la società Sport e Salute pubblicherà Per ulteriori approfondimenti consultare  http://www.asinazionale.it/news/seicento-euro-il-coro-degli-indovini-asi-fa-chiarezza

Qual è il termine per la presentazione della domanda?
Non sono ancora stati fissati termini per inoltrare la domanda; il termine di quindici giorni non è riferito alla presentazione delle richieste ma all’adozione del decreto attuativo che deve indicare le modalità e le procedure da seguire. Altri termini, come ad esempio quello del 1 aprile, riguardano il bonus dei titolari di partita iva e non i collaboratori che percepiscono compensi sportivi di cui all’art. 67 comma I lett.m) TUIR.

Come verranno ripartite le risorse? Ci sarà il click day?
I criteri di gestione dei 50 milioni assegnati a Sport e Salute s.p.a. per far fronte al bonus verranno stabiliti dal successivo decreto ministeriale. In base a quanto stabilito dall’art. 96 del Decreto, è previsto che le domande saranno istruite secondo l’ordine cronologico di presentazione e che saranno istruite sulla base del Registro Coni. Il riferimento al Registro Coni si ritiene dovuto al necessario riscontro da parte di Sport e Salute s.p.a. della regolare iscrizione da parte dell’associazione/società sportiva. Si dovrà attendere il decreto per verificare quali altri requisiti possano essere richiesti (come ad esempio tesseramento e qualifica).
Queste indicazioni – e l’ammontare limitato delle risorse – hanno comprensibilmente creato confusione e incertezza tra gli operatori e le migliaia di collaboratori sportivi soprattutto in relazione al criterio cronologico di presentazione che desta allarme in vista del c.d. click day.
Tuttavia siccome INPS ha già escluso tale modalità per le prestazioni a favore dei lavoratori autonomi, si ritiene a maggior ragione che anche Sport e Salute s.p.a. non preveda un click day.

Cosa serve per documentare la collaborazione?
In attesa di conoscere i dettagli per la presentazione della domanda è comunque opportuno che tutti i collaboratori interessati preparino una serie di dati e documenti che potrebbero essere richiesti per inoltrare la richiesta e/o per compilare il modello di autodichiarazione:

  • copia del contratto/lettere di incarico con data anteriore al 23 febbraio 2020;
  • comunicazione al centro per l’impiego (per i co.co.co. amministrativi gestionali)
  • delibera del direttivo per l’incarico (se presente)
  • tesseramento, tesserino tecnico, qualifiche (se richiesti)
  • ricevute di pagamenti pregressi;
  • bonifici relativi ai pagamenti;
  • CU anno precedente (se presente),
  • altro materiale che attesti lo svolgimento dell’incarico prima del 23 febbraio 2020 (fotografie, programmi, calendario attività riferiti al singolo collaboratore).
L’indennità di 600 euro si cumula con i compensi sportivi percepiti nell’anno 2020 per il raggiungimento della soglia di euro 10.000?
Si ritiene di no perché la disposizione prevede che l’indennità non concorre alla formazione del reddito e quindi non dovrebbe cumularsi con i compensi ai fini del calcolo della soglia prevista dall’art. 69 comma II TUIR.

Bonus di 600 euro per gli sportivi titolari di partita IVA

A chi spetta?
Il bonus di 600 euro una tantum per il mese di marzo spetta a tutti i lavoratori autonomi titolari di partita iva iscritti alla gestione separata INPS o alla gestione INPS ex ENPALS e quindi nel settore sportivo per tutte le figure che operano come liberi professionisti (personal trainer, istruttori,maestri di sci ecc.) e che siano in possesso dei requisiti richiesti.

Quali sono i requisiti?
Per gli iscritti alla gestione separata INPS, essere titolari di partita iva attiva alla data del 23 febbraio 2020, non essere titolari di pensione e non essere iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria. Per gli iscritti al Fondo lavoratori dello Spettacolo (ex Enpals)   si richiede di avere almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019 con reddito non superiore a 50.000 euro
e non essere titolari di pensione

Come si presenta la domanda?
La domanda si presenta all’INPS con modalità esclusivamente telematiche.
Chi non è in possesso delle credenziali INPS può ottenere un PIN dispositivo con  speciale procedura semplificata , utilizzabile soltanto per le domande di prestazione per l’emergenza Coronavirus.  Il PIN si richiede  al sito internet www.inps.it, utilizzando il servizio “Richiesta PIN” oppure al Contact Center, chiamando il numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa), oppure 06 164164 (a pagamento da rete mobile). Il richiedente riceverà via mail o via sms un codice di 8 cifre (prima parte del PIN)  che potrà immediatamente essere utilizzato per la compilazione e l’invio della domanda on line. Qualora il cittadino non riceva, entro 12 ore dalla richiesta, questa prima parte del PIN, è invitato a chiamare il Contact Center per la validazione della richiesta.

E’ necessario lo SPID?
No, per le prestazioni relative all’emergenza coronavirus previste dal D.L. 17 marzo 2020 n.18 non è necessario seguire la  procedura ordinaria per ottenere le credenziali INPS [ PIN dispositivo INPS, SPID, la Carta di Identità Elettronica 3.0 (CIE) o la Carta Nazionale dei Servizi (CNS)] perché è stata attivata la  procedura semplificata per il rilascio del PIN che consente di inoltrare la domanda con la sola prima parte del codice ricevuto via mail o via sms.

Qual è il termine per la presentazione della domanda?
La domanda si può inoltrare a partire dal 1 aprile 2020. L’INSP ha escluso che il  criterio di selezione sia quello della precedenza della prenotazione on line (c.d. click day) precisando che ci saranno domande aperte a tutti gli aventi diritto e un giorno di inizio con un click (il 1 aprile). Suggeriamo comunque di inoltrare la domanda il prima possibile.
http://www.asinazionale.it/news/indennita-di-600-euro-per-gli-sportivi-con-partita-iva-come-ottenere-il-pin

Ammortizzatori sociali

Sono previsti benefici per i dipendenti di a.s.d./s.s.d.?
Sì, tutti i datori di lavoro del settore privato, esclusi soltanto i rapporti di lavoro domestico, possono accedere alla cassa integrazione in deroga (CIGD) senza limiti dimensionali, quindi anche quando il numero di dipendenti sia inferiore a 5 e anche per un solo dipendente.  L’art. 22 del D.L. 17 marzo 2020 n.18 specifica che la misura è concessa anche agli enti non profit. La domanda si presenta alla Regione o alla Provincia autonoma (Trento e Bolzano) sulla base di accordi quadro con le organizzazioni sindacali. Molte Regioni hanno già adottato le linee guida e predisposto le piattaforme e si consiglia pertanto di monitorare direttamente i siti istituzionali dedicati.

Rimborsi, pagamenti e contratti

Dobbiamo restituire le quote associative? E le quote versate per i corsi?
Non ci sono previsioni specifiche per il settore sportivo nei provvedimenti adottati dal Governo (che riguardano invece teatri e altre attività culturali). Le quote associative nelle a.s.d. e nelle altre associazioni non sono rimborsabili per natura e non vanno restituite.
Le quote versate a fronte di specifiche attività (ad esempio corrispettivi specifici per corsi o abbonamenti) vanno valutate caso per caso alla luce di quanto previsto nello statuto e nel regolamento: se hanno effettivamente natura di controprestazione la strada preferibile è quella di una sospensione per impossibilità temporanea dovuta ai provvedimenti dell’autorità (factum principis). Per le s.s.d. non potendosi parlare di quota associativa ma soltanto di quota a natura corrispettiva, va valutata la strada della sospensione, salve specifiche clausole contrattuali sottoscritte con gli utenti.

Sono previste sospensioni per i canoni di locazione nel settore sportivo?
L’art. 95 del D.L. 17 marzo 2020 n.18 prevede la sospensione soltanto per il pagamento dei canoni di locazione e concessori relativi all’affidamento di impianti sportivi pubblici dello Stato e degli enti territoriali. Tali versamenti sono sospesi fino al 31 maggio 2020; andranno versati senza interessi e sanzioni entro il 30 giugno 2020 in unica soluzione oppure in cinque rate sempre a partire da giugno 2020.

Devo continuare a pagare l’affitto anche se l’attività è sospesa?
Il Decreto Cura Italia non prevede misure di sostegno per le locazioni tra privati. Bisogna dunque verificare le singole clausole del contratto in essere per capire se e come è regolata l’impossibilità della prestazione per forza maggiore. Applicando i principi generali si potrebbe invocare l’impossibilità temporanea prevista dall’art. 1256 comma secondo c.c. che non comporta inadempimento per il ritardo, ma richiede una valutazione in concreto caso per caso da parte del giudice. Dunque per evitare azioni legali e non correre i rischi di azioni di sfratto per morosità da parte della proprietà è consigliabile definire mediante accordi scritti con il locatore una sospensione e una congrua dilazione/riduzione del pagamento.

È possibile posticipare i pagamenti verso i fornitori?
Anche in questo caso non ci sono misure previste per legge e pertanto è opportuno accordarsi con i fornitori per la dilazione del pagamento  oppure a seconda del caso concreto per la risoluzione del contratto o per una riduzione della prestazione. Si può invocare l’impossibilità temporanea; tuttavia siccome il pagamento di una somma di denaro non sempre è considerata una prestazione oggettivamente impossibile, nonostante la crisi in corso, si consiglia di addivenire ad accordi scritti  con i fornitori per lo spostamento dei termini di pagamento.

Assemblee e approvazione bilanci

E’ possibile svolgere l’assemblea annuale prevista per aprile?
No, il divieto di assembramenti e di riunione e le ulteriori misure più restrittive adottate a partire dal D.P.C.M. 22 marzo 2020 (Decreto Iorestoacasa) non consentono lo svolgimento di assemblee.

E’ possibile svolgere l’assemblea in videoconferenza?
Il D.L. del 17 marzo prevede la possibilità per tutti i sodalizi di riunire gli organi collegiali in videoconferenza, anche se tale modalità non sia regolamentata dallo statuto purché vengano rispettati i criteri di trasparenza e tracciabilità previamente fissati, purché siano individuati sistemi che consentano di identificare con certezza i partecipanti nonché adeguata pubblicità delle sedute, ove previsto, secondo le modalità individuate da ciascun ente. E’ evidente pertanto che l’organizzazione di assemblee sociali con un numero consistente di aventi diritto alla partecipazione è di fatto impraticabile per la stragrande maggioranza delle associazioni.

Sono prorogati i termini per l’approvazione del bilancio? 
Il Decreto Legge 17 marzo 2020 – c.d. Decreto Cura Italia – ha previsto per onlus, odv e aps iscritte ai rispettivi registri la possibilità di approvare i bilanci in deroga alle previsioni di legge, regolamento o statuto entro il 31 ottobre 2020 se il termine di approvazione rientri nel periodo emergenziale (31 gennaio – 31 luglio).  Quindi il rinvio previsto per legge si applica anche alle a.s.d. con qualifica di onlus o aps, in quanto iscritte ai rispettivi registri, e che debbano approvare il bilancio nel periodo emergenziale.  Per le società di capitali e dunque anche per le s.s.d. il Decreto consente, per il periodo emergenziale,di approvare il bilancio entro 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio ( in deroga al termine di 120 giorni previsto dal codice civile).

Sono previsti rinvii dei termini per le assemblee di a.s.d. e di altre associazioni (culturali, ricreative)?
No, le disposizioni del Decreto Cura Italia si riferiscono alle associazioni che abbiano la qualifica di onlus, odv o aps derivante dall’iscrizione ai rispettivi registri (quindi si applicano per le a.s.d. che abbiano la doppia qualifica). Non vi sono disposizioni per le a.s.d. o per altre associazioni prive di tale qualifica perché il termine di approvazione dei rendiconti è previsto dallo statuto e non per legge. Si ritiene, considerata la proroga dei termini di legge, ove presenti, che lo stato di emergenza e le limitazioni imposte possano giustificare il mancato rispetto delle disposizioni statutarie quando il termine per approvazione del rendiconto ricada nel periodo di vigenza delle limitazioni e comunque nel periodo emergenziale (fino al 31 luglio).

Possono tenersi le riunioni del consiglio direttivo? 
Solo in video conferenza. Considerato che di regola gli statuti non contengono forme particolari per la convocazione di tale organo, è consentito e utile il ricorso alla videoconferenza, nel rispetto delle prescrizioni, utilizzando piattaforme e applicazioni gratuite disponibili sul mercato, con estrema facilità di utilizzo considerato anche il numero esiguo dei componenti.
Per ulteriori approfondimenti e per sapere quali sono i passi da compiere per il consiglio direttivo
http://www.asinazionale.it/news/-assemblee-ai-tempi-del-coronavirus

Misure di contenimento, sanzioni e controlli

Quali sono le sanzioni per la violazione delle misure di contenimento? 
La violazione delle misure di contenimento da ultimo dettagliate dall’art. 1 comma 2 del D.L. 25 marzo 2020 n.19 comporta la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 400 a euro 3.000, che viene aumentata fino a un terzo nel caso la violazione delle restrizioni si commetta con l’uso di un veicolo. Inoltre è prevista la sanzione accessoria della chiusura dell’esercizio o dell’attività per un periodo da 5 a 30 giorni nel caso in cui siano violate le limitazioni e le restrizioni relative alle attività sportive e alla chiusura di impianti sportivi, piscine, palestre, centri sportivi, scuole di ballo ecc… In caso di reiterata violazione delle prescrizioni la sanzione amministrativa è raddoppiata e quella accessoria è applicata nella misura massima.

Si possono avere conseguenze penali?
Il D.L. 23 febbraio 2020 n.6 prevedeva che il mancato rispetto delle misure di contenimento fosse punito ai sensi dell’art.650 c.p. e quindi configurava la commissione di un reato. Il nuovo decreto, D.L. 25/3/2020 n.19, ha introdotto invece una sanzione amministrativa, più onerosa per l’ammontare dell’importo (da 400 a 3000 euro) ma meno grave per le conseguenze personali derivanti dalla commissione di un reato. La nuova disposizione, in quanto norma più favorevole, fa cadere le contestazioni penali rilevate sulla base della normativa precedentemente in vigore; tuttavia verranno applicate ugualmente le sanzioni amministrative, in questo caso ridotte alla metà del minimo (200 euro).
Rimane invece e viene ulteriormente inasprita la responsabilità penale per chi sia positivo al virus e violi la quarantena : in tal caso è previsto l’arresto da 3 mesi a 18 mesi e  l’ammenda da euro 500 ad euro 5.000 salvo che il fatto non costituisca più grave reato come ad esempio il delitto di epidemia colposa di cui all’art.452 c.p. punito con la reclusione da 1 a 5 anni.

A seguito delle misure ancora più restrittive del DPCM del 22 marzo (c.d. lockdown), l’istruttore potrà ancora registrare la lezione a distanza in palestra? 
Si tratta di attivita’ non essenziali, secondo la classificazione del decreto 22 marzo, consentite soltanto  in modalità Smart Working. Pertanto si reputa che non sarà più giustificato lo spostamento dell’istruttore che si reca al centro per registrare una lezione a distanza.

INDENNITA’ di 600 euro per SPORTIVI con PARTITA IVA: come ottenere il PIN

Avvertenza: le indicazioni che seguono valgono soltanto per i titolari di partita iva. L’indennità di 600 euro per i collaboratori sportivi inquadrati con i compensi di cui all’art.67 comma I lett.m) TUIR ( lettera di incarico / co.co.co. amministrativo gestionale) non vanno richiesti all’INPS ma a Sport e Salute s.p.a. Per le modalità di presentazione delle domande, criteri, termini ecc. si deve attendere un decreto interministeriale che verrà emanato ai primi di aprile  Leggi l’articolo qui: http://www.asinazionale.it/news/indennita-di-600-euro-per-i-collaboratori-sportivi-come-funziona-i-dettagli-demandati-al-decreto-mef-da-adottare-entro-il-1-aprile-1

aggiornamento al 28 marzo 2020

INPS ha comunicato sul sito che le domande si potranno presentare on line a partire dal 1 aprile 2020. Consigliamo dunque di attivarsi fin da subito  per ottenere il PIN semplificato in modo da essere pronti. Le domande vengono istruite in ordine cronologico di presentazione.

Il Decreto Cura Italia –D.L. 17 marzo 2020 n.18 – prevede un’indennità di 600 euro una tantum per il mese di marzo per  i titolari di partita IVA iscritti alla gestione separata INPS, che comprende anche i liberi professionisti sportivi come ad esempio i personal trainer.

Requisiti

  • essere titolari di partita iva attiva alla data del 23 febbraio 2020
  • non essere titolari di pensione
  • non essere iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria

 

La stessa indennità è prevista anche per i titolari di partita IVA iscritti alla gestione INPS ex ENPALS  nel rispetto dei seguenti requisiti:

  • avere almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019;
  • con reddito non superiore a 50.000 euro
  • non essere titolari di pensione

 

Sarà possibile presentare le domande a partire dal 1 aprile 2020. Intanto con nota del  26 marzo 2020 arrivano le prime istruzioni operative per la richiesta del PIN.

 

Domanda

La domanda si presenta all’ INPS con modalità esclusivamente telematiche a partire dal 1 aprile

Chi non è in possesso delle credenziali INPS può ottenere un PIN dispositivo con  speciale procedura semplificata , utilizzabile soltanto per le domande di prestazione per l’emergenza Coronavirus.

Per chiedere tali prestazioni quindi non è necessario ottenere lo SPID.

 

Come chiedere il PIN

  • sito internet inps.it, utilizzando il servizio “Richiesta PIN
  • Contact Center, chiamando il numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa), oppure 06 164164 (a pagamento da rete mobile).

Rilascio del PIN

Il richiedente riceverà via mail o via sms un codice di 8 cifre (prima parte del PIN)  che potrà immediatamente essere utilizzato per la compilazione e l’invio della domanda on line

Qualora il cittadino non riceva, entro 12 ore dalla richiesta, questa prima parte del PIN, è invitato a chiamare il Contact Center per la validazione della richiesta.

 

Ulteriori passaggi:

INPS sta attivando una nuova procedura di emissione a distanza che consentirà ai cittadini di ottenere il PIN completo (Pin dispositivo) senza attendere gli ulteriori 8 caratteri del PIN che di solito venivano spediti tramite il servizio postale. Si attendono ulteriori dettagli operativi e la data di avvio del servizio.

 

avv. Biancamaria Stivanello

 

MAGHI O AVVOLTOI? No, grazie.

Le bufale sull’indennità di 600 euro per i collaboratori sportivi

 

Arrivano da più parti e corrono veloci sui social, soluzioni chiavi in mano per accedere subito all’indennità di 600 euro per i collaboratori sportivi: attenzione però alle trappole che vengono tese per accaparrare clientela e dati personali. Non esiste alcun modulo per la presentazione della domanda e non sappiamo ancora come dovrà essere presentata, quindi chi sta offrendo soluzioni immediate ha evidentemente la sfera di cristallo oppure…

Invitiamo i nostri affiliati e tutti i collaboratori interessati alla misura di sostegno, a seguire i canali e le informazioni istituzionali. ASI è impegnata a garantire aggiornamenti in tempo reale e indicazioni attendibili e verificate.

Tutti i dettagli e gli aggiornamenti nell’articolo qui sotto.

 

aggiornamento al 21 marzo:

Sport e Salute s.p.a.  – competente per le indennità dei collaboratori che percepiscono compensi sportivi  ex art.67 comma I lett.m) tuir – ha attivato un indirizzo mail dedicato alle domande:  curaitalia@sportesalute.eu

Le modalità di presentazione e la modulistica saranno note soltanto quando verrà adottato il decreto ministeriale ma è quindi probabile che si debba utilizzare la posta elettronica.

Allarme click day rientrato: segnaliamo che INPS, competente per le domande dei liberi professionisti titolari di partita iva, ha precisato che non ci sarà alcun click day, quindi a maggior ragione anche le modalità che verranno previste per Sport e Salute s.p.a. eviteranno la corsa al click on line più veloce.

Come prepararsi? I consigli utili alla fine dell’articolo.

 

Indennità di 600 euro per i collaboratori sportivi: come funziona?

I dettagli demandati al decreto MEF da adottare entro il 1 aprile

L’indennità di 600 euro è prevista dall’art.96 del D.L. 17 marzo 2020   – Decreto Cura Italia –  e consiste nell’estensione della misura di sostegno riconosciuta ai liberi professionisti titolari di partita iva e ai lavoratori titolari di contratti di collaborazione coordinata e continuativa, iscritti alla gestione separata INPS, anche ai rapporti di collaborazione di cui all’art.67 comma I lett.m) TUIR , inquadrati tra i redditi diversi e pertanto non soggetti a forme di previdenza obbligatoria ed esclusi da oneri previdenziali.

L’importo non concorre alla formazione del reddito e si ritiene, stante il richiamo alla misura prevista per i lavoratori autonomi dall’art.27 del Decreto, che anche per i collaboratori sportivi sia riferita al mese di marzo, nel limite massimo di 50 milioni di euro per l’anno 2020 pari all’incremento delle risorse assegnate a tal fine a Sport e Salute s.p.a.

L’indennità verrà riconosciuta da Sport e Salute s.p.a. su domanda dell’interessato alle seguenti condizioni:

  • che il rapporto di collaborazione instaurato con federazioni sportive nazionali, enti di promozione sportiva, società e associazioni sportive dilettantistiche ai sensi dell’art. 67 comma I lett.m) sia già in essere alla data del 23 febbraio 2020;
  • che il collaboratore non percepisca altri redditi da lavoro.

Entrambe le condizioni – preesistenza del rapporto di collaborazione e mancata percezione di altri redditi da lavoro – devono essere autocertificate dal richiedente :  salve ulteriori diverse indicazioni, alla domanda non andranno quindi allegati i documenti attestanti l’instaurazione del rapporto ma un’autodichiarazione con la quale il richiedente attesta a pena di falso la veridicità dei fatti e delle qualità dichiarate. I documenti devono quindi essere idonei a documentare quanto dichiarato e conservati in modo da essere esibiti in caso di controlli.

Ogni ulteriore dettaglio relativo alle modalità di presentazione della domanda e ai criteri di gestione del fondo di 50 milioni assegnato a Sport e Salute s.p.a. viene demandato ad un Decreto MEF da adottare entro il 1 aprile 2020.

Bisogna dunque attendere le ulteriori specifiche per sapere come procedere alla richiesta e conoscere  i criteri di gestione delle risorse. Allo stato attuale, in considerazione di quanto stabilito dall’art. 96 del Decreto, è previsto che:

  • le domande saranno istruite secondo l’ordine cronologico di presentazione
  • le domande saranno istruite sulla base del Registro Coni

Il riferimento al Registro Coni si ritiene dovuto al necessario riscontro da parte di Sport e Salute s.p.a. della regolare iscrizione da parte dell’associazione/società sportiva.

Le indicazioni hanno comprensibilmente creato confusione e incertezza tra gli operatori e le migliaia di collaboratori sportivi soprattutto in relazione al criterio cronologico di presentazione che desta allarme in vista del c.d. click day, considerato il limite annuo delle risorse complessive fissato in 50 milioni.

 

Prima del decreto, atteso entro il 1 aprile, non è comunque possibile attivarsi: ribadiamo che non ci sono allo stato termini per inoltrare la domanda; il termine di quindici giorni non è riferito alla presentazione delle richieste ma all’adozione del decreto attuativo che deve indicare le modalità e le procedure da seguire. E’ presumibile che il decreto stabilirà ad esempio il modello di autocertificazione da utilizzare per la richiesta.

 

Come prepararsi? Aggiornamento al 21 marzo 2020

Al momento i collaboratori interessati e che rientrino nelle condizioni previste – rapporto anteriore al 23 febbraio 2020 e mancanza di altri redditi da lavoro – potranno preparare con l’ente, associazione, società di appartenenza i documenti idonei a dimostrare il possesso dei requisiti.

A titolo esemplificativo si ritiene che possano essere utili:

  • copia del contratto con data anteriore al 23 febbraio 2020,
  • delibera del direttivo per l’incarico,
  • tesseramento,
  • ricevute di pagamenti pregressi,
  • bonifici relativi ai pagamenti,
  • CU anno precedente (se presente),
  • altro materiale che attesti lo svolgimento dell’incarico prima del 23 febbraio 2020 (fotografie, programmi, calendario attività riferiti al singolo collaboratore.

Non sappiamo se sarà necessaria la PEC ma è comunque consigliabile attivare un indirizzo PEC personale del singolo collaboratore.

Serve lo SPID? Lo SPID serve per i liberi professionisti titolari di partita iva (ad esempio personal trainer con partita iva) per accedere al INPS.

Al momento non risulta necessario per la domanda da presentare a Sport e Salute s.p.a. da parte dei collaboratori sportivi (compensi art.67) anche considerato che è stata attivata la mail dedicata e che lo Spid è l’identità digitale per i rapporti con la pubblica amministrazione. Tuttavia per chi volesse prudenzialmente dotarsi di SPID segnaliamo che in questo periodo ci sono molte possibilità offerte gratuitamente dai gestori per il rilascio del certificato on line.

 

 

A seguito dell’iniziativa intrapresa da ASI, anche con un’opera mediatica (vedasi articoli sul Corriere della Sera e Corriere dello Sport) ed agli interventi politici del Presidente Nazionale Sen. Claudio Barbaro, le istanze del mondo dello sport hanno trovato posto nel Decreto “curaitalia”. Molto c’è ancora da fare, ed ASI si sta attivando per favorire degli emendamenti al decreto; ma alcuni dei gli 8 punti che ASI aveva sottoposto all’attenzione della stampa e del governo sono stati accolti.

In particolare (e salvo stravolgimenti dell’ultima ora ai quali ci stiamo purtroppo abituando), è riconosciuta l’indennità di 600 euro anche ai collaboratori sportivi, ma la domanda si potrà presentare solo “dopo” che un (ulteriore) decreto ministeriale  -da adottare entro il 1 aprile –  avrà indicato gli ulteriori dettagli, modalità e modulistica.

Per chi vuole approfondire, di seguito alleghiamo l’articolo scritto da Avv. Biancamaria Stivanello che piega più dettagliatamente i contenuti del Decreto.

http://www.asinazionale.it/news/indennita-di-600-euro-per-i-collaboratori-sportivi-come-funziona-i-dettagli-demandati-al-decreto-mef-da-adottare-entro-il-1-aprile-1

 

 

   ASSEMBLEE AL TEMPO DEL CORONAVIRUS: che fare?

Si avvicina per molti sodalizi sportivi e ricreativi, il termine del 30 aprile generalmente previsto dagli statuti per la convocazione dell’assemblea annuale di approvazione del rendiconto chiuso al 31 dicembre 2019 (per le associazioni con esercizio solare dal 1 gennaio al 31 dicembre).

Divieto di assembramenti fino al 3 aprile. Le misure restrittive adottate dal Governo, da ultimo con il D.P.C.M. 9 marzo 2020  – il c.d. decreto #iorestoacasa  – vietano sull’intero  territorio  nazionale  ogni  forma  di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico fino al 3 aprile.Si vedrà prossimamente, a seguito dell’evolversi della crisi epidemiologica se e quali misure restrittive saranno prorogate, considerando comunque che lo stato di emergenza dichiarato con provvedimento del 31 gennaio scorso ha, per ora, una durata di sei mesi e dunque è facilmente prevedibile una proroga delle misure di contenimento e di contrasto alla diffusione del virus Covid-19.Allo stato dunque non è possibile tenere assemblee fino al 3 aprile  e appare incerta anche la possibilità di provvedervi nel termine ordinario di fine aprile previsto dagli statuti. Le proroghe previste per leggeIl Decreto Legge 17 marzo 2020  – c.d. Decreto Cura Italia – ha previsto per onlus, odv e aps iscritte ai rispettivi registri la possibilità di approvare i bilanci in deroga alle previsioni di legge, regolamento o statuto entro il 31 ottobre 2020 se il termine di approvazione rientri nel periodo emergenziale  (31 gennaio – 31 luglio).Anche il termine per  l’adeguamento degli statuti di onlus, odv e aps al fine della trasmigrazione nel registro unico del Terzo Settore, fissato da ultimo al 30 giugno è prorogato al 31 ottobre.Allo stesso modo il Decreto consente, per il periodo emergenziale, alle società di capitali (quindi alle s.s.d.) di approvare il bilancio entro 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio ( in deroga al termine di 120 giorni previsto dal codice civile). Le assemblee di a.s.d. e di altre associazioni (culturali, ricreative)Le disposizioni speciali non disciplinano le assemblee delle a.s.d.. o delle altre associazioni, culturali o ricreative – che non abbiano la qualifica di onluls, odv o aps derivante dall’iscrizione ai rispettivi registri –  in quanto  i termini di approvazione sono dettati dallo statuto e non previsti per legge. Si ritiene, considerata la proroga dei termini di legge, ove presenti, che lo stato di emergenza e le limitazioni imposte possano giustificare il mancato rispetto delle disposizioni statutarie quando il termine per approvazione del rendiconto ricada nel periodo di vigenza delle limitazioni e comunque nel periodo emergenziale (fino al 31 luglio). E’ possibile svolgere l’assemblea in videoconferenza? Il D.L. del 17 marzo prevede la possibilità per tutti i sodalizi di riunire gli organi collegiali in videoconferenza, anche se tale modalità non sia regolamentata dallo statuto purché vengano rispettati i criteri di trasparenza e tracciabilità previamente fissati, purché siano individuati sistemi che consentano di identificare con certezza i partecipanti nonché adeguata pubblicità delle sedute, ove previsto, secondo le modalità individuate da ciascun ente. E’ evidente pertanto che l’organizzazione di assemblee sociali con un numero consistente di aventi diritto alla partecipazione è di fatto impraticabile per la stragrande maggioranza delle associazioni. Le riunioni del Consiglio Direttivo e i passi da compiere La disposizione è invece di interesse per il consiglio direttivo considerato che di regola gli statuti non contengono forme particolari per la convocazione di tale organo che potrà quindi riunirsi in videoconferenza, nel rispetto delle prescrizioni, utilizzando piattaforme e applicazioni gratuite disponibili sul mercato, con estrema facilità di utilizzo considerato anche il numero esiguo dei componenti. In linea generale si consiglia dunque al Consiglio Direttivo di procedere come segue:

– predisporre ugualmente il rendiconto economico finanziario da sottoporre all’assemblea, quando sarà resa possibile la sua convocazione per  l’approvazione del documento;

– convocare l’assemblea in data successiva al 3 aprile;

– redigere un verbale che attesti l’impossibilità di tenere l’assemblea per le misure adottate (se prorogate dopo il 3 aprile);

– individuare una data che possa ritenersi compatibile con le misure adottate e le esigenze del sodalizio, anche per deliberare sul preventivo che dovrà tener conto della crisi in atto e delle difficoltà conseguenti alla chiusura dei centri sportivi e compatibile con le modalità di convocazione previste dallo statuto, considerando ad esempio che la modalità di convocazione mediante affissione nei locali ove si svolge l’attività e/o per presa visione è di fatto preclusa dalla chiusura del centro sportivo fino al 3 aprile;

 

avv. Biancamaria Stivanello  – Redattrice di Fiscosport e Professionisti del Terzo Settore e dello Sport

avv. Andrea Albertin – Presidente AsiVeneto e VicePresidente Nazionale.

 

Indennità agli sportivi e sospensione canoni: ecco le misure a sostegno per lo sport previste dal Decreto Cura Italia, pubblicato nella notte in Gazzetta Ufficiale e in vigore da oggi 17 marzo 2020

 

Il D.L. 17 marzo 2020, n. 18  sulle Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19, pubblicato nella notte in Gazzetta Ufficiale e in vigore da oggi 17 marzo contiene alcune misure di  sostegno per lo sport grazie anche all’azione promossa da ASI  per sensibilizzare il Governo ad adottare azioni concrete per lo sport di base. La risposta non sembra al momento così efficace e confidiamo che in sede di conversione del decreto legge sia possibile apportare significativi emendamenti per fronteggiare davvero l’emergenza del settore.

 Gli interventi di rilievo riguardano la sospensione dei canoni in affidamento e il riconoscimento agli sportivi dilettanti di un’indennità di euro 600 per il mese di marzo: vediamoli nel dettaglio.

 

SOSPENSIONE CANONI : facciamo chiarezza

La sospensione dei versamenti per il settore sportivo è riconosciuta a a.s.d./s.s.d., Federazioni ed Enti di Promozione Sportiva – dunque anche ai Comitati – per il pagamento dei canoni di locazione e concessori relativi all’affidamento di impianti sportivi pubblici dello Stato e degli enti territoriali. Tali versamenti sono sospesi da oggi e fino al 31 maggio 2020; andranno versati senza interessi e sanzioni entro il 30 giugno 2020 in unica soluzione oppure in cinque rate sempre a partire da giugno 2020.

Pertanto la sospensione NON RIGUARDA TUTTE LE LOCAZIONI relative al settore sportivo ma soltanto i canoni di locazione/affidamento dell‘impianto pubblico concesso da Stato, Comuni, Province, Regioni. Negli altri casi, quando a.s.d./s.s.d. o i comitati hanno in essere un ordinario contratto di locazione con privati, persone fisiche o società, o con altri enti si dovrà ricorrere alle normali regole civilistiche valutando caso per caso la soluzione migliore per far fronte alle esigenze del conduttore che pur mantenendo la disponibilità dell’immobile non può utilizzarlo secondo lo scopo convenuto nel contratto per c.d. factum principis (i provvedimenti restrittivi della chiusura degli impianti imposti con i D.P.C.M. 8 marzo e 9 marzo). In linea generale è sempre consigliabile attivare un periodo di sospensione concordato con il locatore.

 

INDENNITA’ di 600 euro per i collaboratori sportivi: “attendiamo il decreto Mef per le modalità” di presentazione delle domande

E’ prevista un’indennità di 600 euro per il mese di marzo in relazione ai rapporti di collaborazione presso federazioni sportive nazionali, enti di promozione sportiva, società e associazioni sportive dilettantistiche, di cui all’art. 67, comma 1, lettera m) alle seguenti condizioni:

  • il rapporto di collaborazione deve essere preesistente e già in essere al 23 febbraio 2020;
  • il collaboratore non deve percepire altri redditi da lavoro;

Le condizioni vanno autocertificate dal richiedente che dunque in caso di dichiarazioni non veritiere è passibile di reato di falso (art.495 c.p.).

Le domande vanno presentate a Sport e Salute s.p.a. che le istruirà in ordine cronologico di presentazione. La somma massima a disposizione per l’anno 2020 è di 50 milioni.

Entro 15 giorni verrà adottato un decreto del MEF per le modalità di presentazione della domanda e per i criteri di gestione del fondo.

Pertanto fino a che non avremo il prossimo decreto NON POSSIAMO DIRVI DI PIU’.

Asi Veneto vi tiene costantemente aggiornati.

www.asiveneto.it e  asi veneto

Mail per assistenza: segreteria@asiveneto.it

 

 

 

Se può servire, qui di seguito allegato il modulo:

Scarica-il-nuovo-modulo_autodichiarazione

Al decalogo della FIMS va aggiunto il concetto introdotto dal DPCM 1 marzo 2020, del c.d. “droplet (gocciolina)” ovvero la «distanza di sicurezza» di un metro.

12_suggerimenti_FMSI_vs_Coronavirus

 

Segnaliamo la nuova ordinanza della Regione Veneto che riduce ulteriormente la mobilità.

Per quanto concerne le altre regioni  verificare le ordinanze comunali e regionali.

 

regione veneto ordinanza

 

  

 

 


 

 

#iorestoacasa   #DistantiMaUniti

 

 

Nel ricordare che le attiviità motorie all’aperto sono consentite  a condizione che si rispetti la distanza di almeno un metro, che è vietata ogni forma di assembramento di persone e che lo scopo dei provvedimenti è quello di limitare al massimo ogni contatto sociale e ogni spostamento non necessario, invitiamo tutti a tenere un comportamento responsabile e vi segnaliamo le FAQ del Governo di nostro interesse.

  1. E’ consentito fare attività motoria?
    Sì, l’attività motoria all’aperto è consentita purché non in gruppo **
  2. L’accesso a parchi e giardini pubblici è consentito?
    Sì, parchi e giardini pubblici possono restare aperti per garantire lo svolgimento di sport ed attività motorie all’aperto, come previsto dall’art.1 comma 3 del dpcm, a patto che non in gruppo e che si rispetti la distanza interpersonale di un metro.
  3. Posso utilizzare la bicicletta? 
    La bicicletta è consentita per raggiungere la sede di lavoro, il luogo di residenza, nonché per raggiungere i negozi di prima necessità e per svolgere attività motoria. E’ consentito  svolgere attività sportiva o motoria all’aperto anche in bicicletta, purché sia osservata una distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.

** quindi va bene la corsa o la passeggiata, individuale, non in gruppo, non organizzata, vicino a casa, evitando luoghi con assembramenti di persone. Si segnala che alcuni Comuni hanno già disposto la chiusura di parchi pubblici e aree verdi per evitare aggregazioni.


 

 

Il nuovo D.P.C.M. del 9 marzo estende le misure delle c.d. zone arancioni a tutto il territorio nazionale.

Il provvedimento è in vigore da oggi 10 marzo e fino al 3 aprile.

Quindi:

 

  • palestre, piscine, centri sportivi e simili, impianti sciistici: CHIUSI
  • eventi e manifestazioni di ogni genere inclusi quelli sportivi di ogni ordine e disciplina : SOSPESI

sono  ammessi soltanto gli allenamenti degli atleti che si preparano per olimpiadi o manifestazioni nazionali/internazionali, a porte chiuse e con controllo medico

 

Sono consentiti  sport e  attivita’ motorie svolti  all’aperto   esclusivamente a condizione che sia possibile  consentire  il rispetto della distanza di sicurezza (almeno un metro) : cosa significa?

 

Dobbiamo dare un’interpretazione prudenziale e coerente con lo scopo del provvedimento racchiuso nell’efficace messaggio   #IORESTOACASA

 

Il Decreto infatti stabilisce che:

  • si devono evitare gli spostamenti delle persone  fatti salvi gli  spostamenti  motivati  da comprovate esigenze lavorative  o  situazioni  di  necessità  ovvero  per motivi di salute
  • è vietata ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico

 

quindi la possibilità di praticare sport all’aria aperta, nel rispetto delle distanze ed evitando luoghi di assembramento di persone, si deve intendere riferita ad attività svolte a livello personale, ricordando che sono invece sospese le attività sportive di palestre e centri sportivi e quindi le attività organizzate.

 

 

 

 

 

 

 

 

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8 marzo : aggiornamento

Il nuovo decreto firmato allarga la zona rossa alla Regione Lombardia ed a 14 province: Padova, Venezia, Treviso, Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, PesaroUrbino, Asti, Alessandria, Novara, VerbanoCusioOssola, Vercelli.

Si devono evitare in modo assoluto spostamenti salvo che per motivate esigenze lavorative, situazioni di necessità  o per motivi di salute, in entrata e in uscita ed all’interno dei territori. È  consentito il rientro presso il proprio domicilio, residenza, abitazione.

Sono sospese le attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori ecc.

Il divieto é esteso anche alla attività all’ aperto.

Sono chiusi anche gli impianti nei comprensori sciistici

Validità  fino al 3 aprile.

 

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Il governo ha predisposto nuove misure che dovrebbero entrare in vigore a partire da domani 8 marzo. La bozza del decreto allarga la zona rossa alla Regione Lombardia ed a 11 province: Padova, Venezia , Treviso, Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia,  PesaroUrbino, Asti, Alessandria. Si devono evitare in modo assoluto spostamenti salvo indifferibili esigenze lavorative o  situazioni di emergenza, in entrata, in uscita ed all’interno dei territori.

Sono sospese le attività di palestre, centri sportivi , piscine, centri natatori ecc.  .

Sono ammesse le sole attività sportive all’aperto esclisivamente a condizione che sia possibile consentire la distanza anti contagio (1 metro).

Validità  fino al 3 aprile.

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EMERGENZA CORONAVIRUS:  OBBLIGHI, PRESCRIZIONI E RACCOMANDAZIONI PER LE ATTIVITA’ SPORTIVE  – aggiornato al 5 marzo

avv. Andrea Albertin – Presidente ASI Veneto, VicePresidente Nazionale ASI

avv. Biancamaria Stivanello – Professionisti dello Terzo Settore e dello Sport

 

L’ultimo provvedimento adottato dal Governo – D.P.C.M. 4.3.2020 pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale – prevede una serie di obblighi e prescrizioni per le attività sportive valide per tutto il territorio nazionale, che vanno a sostituire quanto previsto dai precedenti provvedimenti e, nelle zone rosse e gialle, a cumularsi con i precedenti provvedimenti.

Proviamo a fare chiarezza.

IN TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE  dal 4 marzo  e fino al 3 aprile 2020

  • attività agonistiche: a porte chiuse e con controllo medico

Gli eventi e le competizioni sportive  di ogni ordine e disciplina, svolti in  ogni  luogo,  sia  pubblico  sia privato  e le sedute di allenamento degli atleti agonisti sono consentiti –  tranne che nei comuni della zona rossa –  all’interno di  impianti  sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto  senza  la  presenza  di pubblico:  in tutti tali casi, le associazioni e le societa’ sportive, a mezzo del proprio personale medico, sono  tenute  ad  effettuare  i controlli idonei a contenere  il  rischio  di  diffusione  del  virus COVID-19  tra  gli  atleti,  i  tecnici,  i  dirigenti  e  tutti  gli  accompagnatori che vi partecipano.

  • sport di base: palestre, piscine e centri sportivi aperti nel rispetto della distanza anticontagio

Le attività sportive di base e le attività motorie in genere, svolte all’aperto ovvero all’interno di palestre, piscine e centri sportivi di ogni tipo, sono ammesse  esclusivamente a condizione  che  sia   possibile   consentire   il   rispetto   del c.d. droplet e quindi purché sia possibile mantenere in ogni contatto sociale una distanza interpersonale di almeno un metro

nb: il rispetto della distanza anticontagio vale anche per le attività all’aperto

  • manifestazioni ed eventi sportivi non agonistici, ludici, associativi, culturali e di qualsiasi altra natura

sospesi, in qualsiasi luogo sia pubblico che privato, quando comportano affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza anti contagio (distanza interpersonale di almeno un metro)

  • qualsiasi attività convegnistica o congressuale

sospesa

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misure di prevenzione igienico sanitaria (in generale per tutti e con precise indicazioni per gli ambienti sportivi)

  • lavarsi spesso le mani. Si raccomanda di mettere a disposizione in tutti  i  locali  pubblici, palestre,  supermercati, farmacie e altri luoghi di aggregazione, soluzioni idroalcoliche  per il lavaggio delle mani;
  • evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute;
  • evitare abbracci e strette di mano;
  • mantenimento, nei contatti  sociali,  di   una   distanza interpersonale di almeno un metro;
  • igiene respiratoria (starnutire e/o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie);
  • evitare l’uso promiscuo  di  bottiglie  e  bicchieri,  in particolare durante l’attivita’ sportiva;
  • non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani;
  • coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce;
  • non prendere farmaci antivirali e antibiotici, a meno  che
  • siano prescritti dal medico;
  • pulire le superfici con disinfettanti a base  di  cloro  o 
  • alcol;
  • usare la mascherina solo se si sospetta di essere malati o
  • se si presta assistenza a persone malate.

Importante: l’inosservanza delle prescrizioni di contenimento dell’emergenza epidemiologica essendo dettate per la tutela della salute pubblica, sono punite,  salvo che il fatto costituisca più grave reato, ai sensi dell’art. 650 codice penale.

 

VENETO, EMILIA-ROMAGNA, Province di Pesaro-Urbino e Savona

In sostanza le prescrizioni già adottate dal  D.P.C.M. del 1 marzo 2020 e valide fino all’8 marzo per le zone gialle vengono ora estese a tutto il territorio nazionale dal nuovo decreto, ma con ulteriori specificazioni che vanno dunque a sovrapporsi e cumularsi con quelle già in atto: quindi per attività agonistiche, apertura palestre, piscine e centri sportivi si rinvia a quanto sopra.

Si evidenzia inoltre che nelle zone gialle valgono anche le precedenti prescrizioni. In particolare si segnalano, per l’interesse sportivo, la sospensione di tutte le manifestazioni organizzate nonché degli eventi in luogo pubblico o privato, ivi compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo non agonistico o religioso anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico e anche a prescindere dall’affollamento che non consenta il rispetto della distanza anti contagio

 

LOMBARDIA e Provincia di Piacenza

Il sovrapporsi dei provvedimenti e la previsione da parte del decreto 4 marzo di far salva l’applicazione delle precedenti prescrizioni per le zone gialle, comportano, in base ad una interpretazione letterale delle disposizioni, che ai sensi dell’art. 3 comma 2 del D.P.C.M. 1 marzo 2020 continuano ad essere sospese le attività delle palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori.

……………………………………………………..

L’efficacia delle disposizioni giá  previste per le zone gialle dal decreto del 1 marzo si intendono prorogate fino al 3 aprile 2020 come ha chiarito l’ ufficio per lo sport della Presidenza Consiglio Ministri nell’aggionamento appena pubblicato sul sito istituzionale,  superando quindi i dubbi e le incertezze sulla cessazione delle misure speciali per zone gialle Lombardia e Provincia di Piacenza alla data dell’ 8 marzo.

Comuni della zona rossa (Vo’ in Veneto ; altri comuni in Lombardia indicati all’allegato 1 D.P.C.M. 1.3.2020)

si continuano ad applicare le prescrizioni del Decreto 1 marzo 2020 e si applicano cumulativamente anche le prescrizioni del nuovo decreto, ove più restrittive.

 

Infine, qualche spunto per l’organizzazione delle attività al tempo del Coronavirus.

Il decreto del 4 marzo, nell’ambito delle misura di informazione e prevenzione sull’intero territorio nazionale, contiene anche una raccomandazione  specifica per le associazioni culturali e sportive, oltre che per i comuni e per gli altri enti territoriali :

  • offrire attività ricreative individuali alternative a quelle collettive interdette dal decreto, che promuovano e favoriscano le attività svolte all’aperto, purché svolte senza creare assembramenti di persone ovvero presso il domicilio degli interessati.

Poiché probabilmente la lotta al virus sarà una lunga maratona e non una gara di velocità, suggeriamo di non pianificare attività a breve termine anche nelle date successive alle decadenze del presente Decreto. Sintetizzando: è provabile che venga prorogato.

 

 

 

 


01.03.2020 Coronavirus e sport. Ultimo aggiornamento ore 2.00.
Abbiamo finalmente il decreto del presidente consiglio ministri. La frase che più ci interessa è la seguente:
a) sospensione degli eventi e delle competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, sino all’8 marzo 2020, in luoghi pubblici o privati. Resta consentito lo svolgimento dei predetti eventi e competizioni, nonché delle sedute di allenamento, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, nei comuni diversi da quelli di cui all’allegato 1 del presente decreto. È fatto divieto di trasferta organizzata dei tifosi residenti nelle regioni di cui all’allegato 2 per la partecipazione ad eventi e competizioni sportive che si svolgono nelle restanti regioni;
b) sospensione, sino all’8 marzo 2020, di tutte le manifestazioni organizzate, di carattere non ordinario, nonché degli eventi in luogo pubblico o privato, ivi compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico, quali, a titolo d’esempio, grandi eventi, cinema, teatri, discoteche, cerimonie religiose”;

Misure igieniche:
a) lavarsi spesso le mani. Si raccomanda di mettere a disposizione in tutti i locali pubblici, palestre, supermercati, farmacie e altri luoghi di aggregazione, soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani”.
In pratica tutto rimane invariato per un altra settimana. Risulterebbe più chiara l’esclusione dalle restrizioni delle attività ordinarie, rispetto ad eventi e manifestazioni. Precisazione questa che già era emersa nelle Regioni Veneto ed EmiliaRomagna in occasione della precedente sospensione.

Risulterebbe più chiara l’esclusione dalle restrizioni per le attività ordinarie,
rispetto ad eventi e manifestazioni. Precisazione questa che già era emersa nelle Regioni Veneto ed EmiliaRomagna in occasione della precedente sospensione. Troviamo infatti nel decreto la seguente frase: “nella sola Regione Lombardia e nella sola Provincia di Piacenza si applica altresì la seguente misura:sospensione della attività di palestre, centri sportivi, piscine (ecc.)…”.

avv. Andrea Albertin.
Presidente AsiVeneto
Vicepresidente Nazionale Asi.

 

24.02 ATTENZIONE: BUONE NOTIZIE. E’ pervenuto l’atteso chiarimento.

REGIONE VENETO – Area Sanitaria e Sociale: Chiarimenti applicativi in merito alla ordinanza contingibile ed urgente n. 1 del ministero della salute:

Sono da ritenere sospesi manifestazioni ed eventi di natura sportiva, culturale, sociale ed economica.

Vanno pertanto incluse tra le attività da sospendere manifestazioni, fiere e sagre, attrazioni e lunapark, concerti, eventi sportivi che prevedano la presenza di pubblico (campionati, tornei e competizioni di ogni categoria e di ogni disciplina) ed attività di spettacolo quali rappresentazioni teatrali, cinematografiche, musicali, ivi comprese le discoteche e le sale da ballo.

“Non sono invece ricomprese in tali attività” quelle che attengono all’ordinario svolgimento della pratica corsistica ed amatoriale (corsi di varia natura ed allenamenti sportivi). Si precisa che potranno dunque rimanere aperti i luoghi di svolgimento dell’ attività corsistica ordinaria di vario tipo (es. centri linguistici, doposcuola, centri musicali) e gli impianti sportivi (centri sportivi, palestre pubbliche e private, piscine pubbliche e private, campi da gioco) e in generale tutte le strutture quando le attività non prevedano concentrazione di persone.

DPCM 1 marzo 2020.pdf

 

(23.02 Attenzione avviso URGENTE Coronavirus e Sport).

Ordinanza contingibile ed urgente n.1 Ministero della Salute del 23.02.2020,

firmata dal Ministro della Salute Roberto Speranza e dal Presidente Regione Veneto Luca Zaia.

Prevede la sospensione fino a tutto il 01.03.2020 delle manifestazioni ed iniziative di qualsiasi natura, di eventi in luogo pubblico e privato sia in luoghi chiusi che aperti al pubblico, anche di natura culturale, ludica, sportiva, religiosa; discoteche e locali notturni.

Successivamente tuttavia, riporta tra le “misure igieniche e di prevenzione” la seguente frase: “lavarsi spesso le mani, a tal proposito mettere a disposizione in tutti i locali pubblici, palestre, supermercati, farmacie e altri luoghi di aggregazione soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani”.

Infine, prevede che, salvo il fatto costituisca più grave reato, il mancato rispetto delle misure di contenimento di cui al presente decreto siano punite ai sensi dell’articolo 650 del codice penale.

Commento: la predetta circolare Ministeriale, presenta alcuni dubbi interpretativi. Se è chiaro infatti che debbano essere interrotte le “manifestazioni ed iniziative“ sportive, prevedendo successivamente l’obbligo di dotarsi di soluzioni idroalcoliche per le palestre (specificamente elencate con farmacie e supermercati, per i quali non vige l’ordinanza) parrebbe consentirne l’apertura.

Purtuttavia, nel dubbio, soprattutto tenendo conto della finalità preventiva del provvedimento, si suggerisce di interpretarlo in senso estensivo (ricomprendendo pertanto anche le altre forme aggregative sportive quali le palestre nell’obbligo di sospensione) fino al primo marzo. Successivamente, salvo diverse indicazioni, non sarà vigente nessun altro obbligo se non la raccomandazione di dotarsi di soluzioni idroalcoliche.

La stessa interpretazione è stata data al sottoscritto direttamente dagli uffici della Regione Veneto (Direzione beni ed attività culturali e sport) nonché dal Prefetto di una delle provincie interessate nel corso di  una conferenza stampa tenutasi ieri sera (Rovigo).

 

avv. Andrea Albertin

Presidente Regionale Veneto ASI

VIcePresidente Nazionale ASI

CERTIFICAZIONE UNICA: adempimenti e scadenze per a.s.d.

 di Avv. Biancamaria Stivanello – Patrocinante in Cassazione

Tutte le a.s.d. –  anche se svolgano esclusivamente attività istituzionale e non siano titolari di partita IVA –  devono assolvere agli oneri del sostituto di imposta e quindi in primo luogo certificare i compensi corrisposti a ogni singolo prestatore nell’anno di imposta 2019:

l’obbligo si riferisce ai redditi da lavoro dipendente,

ai redditi da lavoro autonomo* (* ad esempio fatture di professionisti e consulenti, fatture per provvigioni da agenzie immobiliari e simili)

e anche ai redditi diversi, tra i quali rientrano i compensi sportivi dilettantistici di cui all’art. 67 comma 1 lett.m) T.U.I.R. In particolare, l’obbligo di certificazione si riferisce a tutti i compensi, premi, indennità e rimborsi spese forfetari anche se inferiori al limite della soglia di imponibilità di euro 10.000 di cui all’art. 69 comma 2, come espressamente previsto dal regolamento di attuazione dell’art.25 l. 133/99 (d.m. n. 473/99, art. 2, comma 3).

Sono esclusi invece i rimborsi spese a piè di lista, ovvero i rimborsi spese documentate relative al vitto, all’alloggio, al viaggio e al trasporto sostenute in occasione di prestazioni effettuate fuori dal territorio comunale, da intendersi riferito alla residenza del percettore.

È proprio in vista degli obblighi di certificazione che il percipiente, all’atto di ogni pagamento, deve autocertificare alla a.s.d./s.s.d. di avere o meno superato la soglia di imponibilità in modo da consentire al sostituto di imposta (a.s.d.) di  operare la ritenuta ovvero di trattenere gli importi dovuti a titolo di ritenuta e addizionali sulla parte eccedente e di corrispondere al collaboratore l’importo netto.

Sulle somme eccedenti – da euro 10.000 a euro 30.658,28 – va operata la ritenuta IRPEF del 23% a titolo di imposta oltre alle addizionali (regionale e comunale); dopo il superamento della seconda soglia (oltre euro 30.658,28), la ritenuta è a titolo d’acconto.

Quando vi sia il superamento della soglia – quindi nei casi più comuni il superamento del primo scaglione di euro 10.000 – la ricevuta andrà compilata con l’indicazione della somma lorda, delle ritenute e addizionali e del netto corrisposto.

 

Per riepilogare in sintesi gli adempimenti:

  1. per tutti i redditi (lavoro dipendente, autonomo e redditi diversi – compresi i compensi inferiori alla soglia di euro 10.000) la Certificazione Unica va rilasciata al percettore delle somme entro il 31 marzo 2020 e trasmessa esclusivamente in via telematica all’Agenzia delle Entrate entro il 7 marzo 2020; tuttavia se le certificazioni si riferiscono esclusivamente a redditi esenti o non dichiarati mediante la dichiarazione dei redditi precompilata, la trasmissione può avvenire entro il 31 ottobre 2020.
  1. b) per tutti i redditi soggetti a ritenuta(lavoro dipendente, lavoro autonomo, compensi eccedenti la soglia di euro 10.000) oltre alla Certificazione Unica (in scadenza al 7 marzo 2020) va compilato e trasmesso il modello 770/20 entro il

31 ottobre 2020

 

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