All posts in Giuridica e Fiscale

INIZIATIVE ADRIA

Una serata sugli aggiornamenti fiscali e del terzo settore in campo sportivo

La consulta dello sport in concerto con Asi e amministrazione comunale di Adria (Rovigo) ha organizzato una serata d’aggiornamento per tutti coloro che lavorano nel campo sportivo e che hanno bisogno di capire meglio come funziona a livello legislativo

ADRIA (Rovigo) – “Nella serie di iniziative che, come “Consulta Sport e Tempo Libero” del Comune di Adria intendiamo proporre a favore delle associazioni adriesi e non solo, siamo lieti di comunicare che abbiamo organizzato, per il giorno mercoledì 4 dicembre alle ore 21 in sala consiglio comunale, un importante convegno formativo dal titolo “Il settore sportivo: novità e aggiornamenti fiscali e del terzo settore”. Così il presidente della consulta dello sport e del tempo libero Federico Simoni.

“Organizzato in collaborazione con l’amministrazione comunale e con l’Asi, ente di promozione sportiva riconosciuto dal Coni, vedrà la presenza di autorevoli relatori quali l’avvocato Andrea Albertin, vicepresidente nazionale e presidente regionale Asi, l’avvocato Biancamaria Stivanello, redattore della rivista “Fisco Sport”, ed il rodigino Giacomo Labarbuta, docente di scienze motorie e sportive, nonchè capo dipartimento rapporti istituzionali Asi”.

Nutrito il programma della serata, che vedrà iniziare con gli adempimenti civilistici e fiscali delle associazioni sportive; gestione di sponsorizzazioni e pubblicità; obblighi assicurativi per atleti e istruttori;
obbligatorietà dei titoli tecnici per gli istruttori; compensi sportivi e rimborsi spese; accertamenti e verifiche fiscali; revisione discipline e Registro Coni 2.0; certificati medici e defibrillatori.

Un convegno di aggiornamento sulle normative e, soprattutto, un momento di confronto con consulenti esperti per gestire al meglio un’attività sportiva. In questo modo, vogliamo ampliare le attività della consulta a tutta una serie di iniziative in favore delle associazioni, dalla formazione alla organizzazione di eventi. Siamo portatori di interessi diffusi nello sport e nel tempo libero, e ci adopereremo sempre di più per lo sviluppo delle diverse discipline sportive, nonché nell’organizzazione e nella programmazione delle attività del tempo libero, di concerto con tutte le associazioni e l’amministrazione comunale.

RovigoOggi.it : Articolo di Venerdì 29 Novembre 2019

CORSO QUALIFICA: Tecnico ASI per Insegnanti Wu Shu / Kung Fu Moderno (Specialità stile Wing Tsun/Wing Chun )

Il comitato regionale Veneto organizza un corso di Insegnante/Istruttore di WingTsun/WingChun–Kung Fu, aperto a tutti gli associati e tesserati ASI, in regola con il tesseramento per l’anno sportivo in corso, che hanno i requisiti per aspirare alla qualifica di Insegnante/Istruttore per il giorno 19 gennaio 2020.

 

Requisiti

Il corso ha un requisito minimo di partecipanti di 10 iscritti ed è a numero chiuso: il numero massimo consentito per la sessione 2020 è di 16 partecipanti ( selezionati in base all’ordine della richiesta di iscrizione ed ai documenti richiesti).

 

Tipologie di Corso


Corso Istruttore :
 età minima 18 anni compiuti
Caratteristiche e Struttura del Corso: il corso di Istruttore si articola in 8 ore con esame finale.
Il programma del corso tratta in modo altamente specifico le tematiche inerenti la l’allenamento ,la meccanica muscolare, la gestione del corpo, le tecniche di allenamento finalizzate all’accrescimento sportivo/culturale del tecnico

Insegnante (Tecnico) : età minima 24 anni compiuti
Caratteristiche e Struttura del Corso: il corso di Insegnante si articola in 8 ore con esame finale.
Il programma del corso tratta in modo altamente specifico le tematiche inerenti la l’allenamento ,la meccanica muscolare, la gestione del corpo, le tecniche di allenamento, la gestione della lezione nonché la gestione organizzativa.

Successivamente al corso verrà effettuato l’esame di qualifica. Il Corso è tenuto da specialisti del settore ed è rivolto ai praticanti che vogliano accrescere la propria professionalità ed acquisire una qualifica nazionale del settore Wushu – Kung Fu Moderno nella specilità Wing Chun – WingTsun.

 

Programma sintetico del corso

Il corso è così articolato :
09:15 Registrazione
09:30 – 09.45 Presentazione Finalità del corso
09:45 – 10:20 Etica Nel campo delle Arti Marziali,
Gestione di un corso di Arti Marziali
10:20 – 10:30 Coffee Break
10:30 – 12:30 Lezione Tipo:
Attivazione Muscolare
Preparazione Atletica SI/NO
Meccanica del Corpo
Preparazione Per Programmi
12:30 14:30 Pausa pranzo
14:30 14:45 Consegna Documentazione Corso
14:45 15:45 L’importanza della Documentazione:
Adempimenti Fiscali e Certificazioni
I Certificati Medici
Adempimenti in campo ASI
Adempimenti in campo Federativo/Associativo
L’importanza di una corretta gestione: I Compensi Sportivi
WT e Comunicazione efficace
Aspetto Psicologico e gestione nel WT: il pericolo della “setta”
15:45 – 17:45 Lezione Tipo:
Attivazione Muscolare
Esercizi Specifici del WingTsun Kung Fu : i programmi di ChiSao
Preparazione Per Programmi
17:45 – 18:45 Cenni all’utilizzo degli attrezzi del WingTsun:
Muk Yan Chong (Wooden Dummy – Pupazzo di Legno)
Look Dim Pom Kwan (Long Pole – Palo Lungo)
Bart Cham Dao (butterfly sword – Coltelli A Farfalla)
18:45 – 19:00 Saluti e Ringraziamenti

Le date del corso indicate potranno subire variazioni qualora non si raggiungesse il numero minimo di adesioni.
Il Comitato si riserva di modificare per motivi interni le date del corso senza che questo costituisca presupposto per richiedere eventuale rimborso delle quote versate. In caso di ritiro dopo il termine ultimo di iscrizione al corso, la quota di partecipazione sarà restituita al netto del 20% a titolo di penale, fatto salvo che il corso abbia svolgimento.

Ritiro e Mancata Partecipazione


In caso di ritiro a corso già iniziato, la quota di partecipazione sarà interamente trattenuta.
Il conseguimento del diploma e la rispettiva qualifica sono subordinati alla frequenza completa della giornata di corso.
E’ necessario superare la valutazione orale da parte dei docenti per l’eventuale parte pratica teorica rispondendo ad almeno il 80% delle domande in modo corretto.

Costo e pagamento del Corso

La quota di partecipazione del Corso è di Euro 150.00 euro in unica soluzione ed è comprensivo di:
 1 giornata di corso con esame finale
 Esame di qualifica in commissione
 Diploma Nazionale ASI, Tesserino Tecnico ASI
 Materiale didattico sulle materie trattate

Il pagamento deve pervenire, a mezzo bonifico, entro il 31 Dicembre 2019 sul C/C intestato a A.S.D. WingTsun Conegliano IBAN: “quota corso di qualifica ASI Wushu Kung Fu – ASD WingTsun Conegliano”.

 

Iscrizioni al corso (riepilogo) e ulteriori informazioni

1) il bonifico effettuato,
2) il certificato medico per l’attività sportiva non agonistica,
3) Il prospetto del proprio programma didattico-tecnico della scuola di appartenenza,
4) I diplomi attestanti e qualifiche in possesso.

Per ulteriori informazioni, contattare il Coordinatore e Referente del Wing Tsun  Kung Fu per il veneto, Sifu Francesco Paladin Tel 392.1360117 e-mail corsoASI@wingtsunkuen.it (mail attiva solo per la durata della pre-iscrizione)

https://www.facebook.com/ASI-Veneto-208661135907768/

IL SETTORE SPORTIVO: NOVITA’ E AGGIORNAMENTI – Verona, 8 novembre 2019 – DIRETTA STREAMING

 

Un corso di aggiornamento per la gestione amministrativa e contabile di un’associazione o società sportiva dilettantistica.

Registro CONI 2.0.
Accertamenti e verifiche fiscali
La riforma del Terzo Settore

Sono questi il principali punti del programma, per dare una risposta alle richieste di chiarimento più frequenti che ci pervengono dai nostri affiliati.

 

 SCOPRI QUI IL PROGRAMMA:

14:45 – 15:00
Registrazioni e saluti di apertura del Presidente ASI Verona, Michele Caneva e del Responsabile del Settore ASI Istruzione Tecnica Natatoria, Andrea Campara.

15:00 – 15:20
La riforma del Terzo Settore e la Rete Associativa Nazionale ASI: lavori in corso e  strategie di sviluppo
Emilio Minunzio vicepresidente ASI Nazionale e membro del C.N. del Terzo Settore

15:20 – 16:20
Come il registro Coni 2.0 e la circolare 18/e dell’1/8/2018 influiscono sulla gestione delle A.S.D. e S.S.D.
Luca Mattonai – Tributarista esperto in S.S.D.  

16:20 – 17:20
Accertamenti e verifiche fiscali nelle A.S.D.
Biancamaria Stivanello – Avvocato, Redattore FiscoSport e P.T.S.S.

17:20 – 17:30
Presentazione dei portali ASI Sport Fisco e ASI Terzo Settore
Valentina Fasolato – Comunicazione ASI Sport Fisco

17:30 – 18:00
Domande e risposte

SEDE DEL CORSO
Presso l’edificio Corte Maddalene (ESU), in piazzetta Corte Maddalene, Verona.

COME ISCRIVERSI?
Evento gratuito, con posti limitati.
È richiesta l’iscrizione via email a info@formazionesportacquatici.it entro martedì 5 novembre 2019.

 

Copyright © 2019 ASI Fitness, All rights reserved.
Questa mail ti è stata inviata poichè ti sei iscritto alla mailing list di Asi Fitness

Our mailing address is:

ASI Fitness

Piazzale Stazione 7

Padova, PD35131

Italy

Add us to your address book

Want to change how you receive these emails?
You can update your preferences or unsubscribe from this list.

L’antitrust multa la FISE per posizione dominante e afferma così che non può esserci esclusività nello sport italiano.

A far chiarezza tra Federazioni e il mondo dello sport di base rappresentato da Enti di Promozione Sportiva, società, associazioni ci pensa l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.
L’Antitrust ha multato la Federazione Sport Equestri per abuso di posizione dominante, a seguito di un ricorso presentato da ASI (Associazioni Sportive e Sociali Italiane), uno dei maggiori Enti di Promozione Sportiva in Italia.
Le evidenze agli atti hanno dimostrato che FISE ha modificato a più riprese i propri regolamenti, attribuendo a sé la competenza di quasi tutte le forme di attività equestre compresa quella amatoriale e di avviamento allo sport. Oltre a questo, la Federazione Sport Equestri aveva in più occasioni intrapreso procedimenti disciplinari a carico dei responsabili dei circoli che – a suo dire – avrebbero ospitato manifestazioni non conformi ai regolamenti dalla essa emanati. Aveva cioè etichettato questi eventi come agonistici e non amatoriali.

E’ sicuramente una data storica che cambierà la storia dello sport italiano”, ha spiegato il Presidente ASI Claudio Barbaro. “La dicotomia tra Federazioni ed Enti di Promozione Sportiva non ha mai fatto bene allo sport italiano e parte da un presupposto errato. Ovvero, che il ruolo degli uni e degli altri non sia complementare. Siamo invece convinti che il movimento di base sia indispensabile per costruire uno sport di vertice di qualità. Partendo dai principi contenuti in questo pronunciamento, dunque, speriamo che si affermi e diventi sempre più condivisa la convinzione per cui non esiste esclusività nello sport tale da premiare un soggetto a discapito degli altri. Contiamo ora sulla decisione pronunciata il 16 ottobre per spingere le Federazioni ad alimentare un diverso atteggiamento nei confronti degli Enti.

La controversia nasce oltre dieci anni fa quando furono presentati dei ricorsi al garante del libero mercato dove già si denunciavano degli atti di prevalenza da parte della Fise”. spiega Emilio Minunzio, vicepresidente di Asi e direttore tecnico di Asi Sport Equestri”, “controversia non completamente risolta poiché la Fise allora risultò inadempiente nel comunicare dei parametri, così come chiesto dal garante, corrispondenti a quelli Cio – Fei, che indicassero l’attività massima competitiva di vertice per potersi appunto attribuire esclusiva competenza finalizzata al raggiungimento dei risultati di vertice per meglio così definire i perimetri nella disponibilità di tutti gli altri organismi sportivi. Ora attendiamo davvero la comunicazione di questi parametri come sottolineato dal garante, immediatamente sotto quelli olimpici e dei circuiti internazionali. Siamo dispiaciuti per la pesante sanzione di 450mila euro comminata alla Fise, inevitabile visti gli atti gravi eccepiti alla stessa, in quanto sono comunque soldi ‘sottratti’ allo sport. Dopo questo pronunciamento, Il 95% delle attività equestri sarà restituito a tutti gli organismi sportivi. Evviva la libertà di fare sport”.

“Il Garante ha accolto le nostre richieste”, spiega l’avv. Achille Reali che ha seguito l’istanza. “Al di là della sanzione, è il principio che è stato evidenziato: questo procedimento apre una strada anche per in altre realtà e altre discipline. Nel pronunciamento è più volte evidenziato che c’è stata una strategia federale volta a limitare lo svolgimento dell’attività amatoriale agli Enti di Promozione sportiva con l’intento di conglobare di fatto, nell’ambito dell’attività agonistica, tutta l’attività equestre. Lasciando le briciole agli Enti”.

ASD senza Partita Iva: i fornitori non vi mandano la copia cartacea della fattura elettronica?

Avete diritto di chiederla.

Ma potete anche vederla e scaricarla dal vostro cassetto fiscale: basta aderire al servizio gratuito di Agenzia delle Entrate. Per non perdere le fatture già ricevute dall’inizio dell’anno  è opportuno attivarsi entro il 20 dicembre 2019, termine dapprima fissato al 31 ottobre e così prorogato con provvedimento di ieri.

 

Il sistema di fatturazione elettronica NON riguarda le associazioni con il solo codice fiscale: queste sono equiparate ai consumatori finali, possono chiedere e hanno diritto di ricevere una copia di cortesia, cartacea o in pdf, della fattura elettronica emessa dal loro fornitore.

Tuttavia, per comodità, possono ugualmente registrarsi ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate per CONSULTARE e SCARICARE le fatture elettroniche ricevute e regolarmente consegnate nel cassetto fiscale dai fornitori.

I servizi sono gratuiti e il più adatto per le associazioni, come per le persone fisiche, è il sistema FISCONLINE.

 

Perché la scadenza del 31 ottobre 2019 ORA PROROGATA AL 20 DICEMBRE 2019?

 

Se l’adesione al servizio avviene entro il 20 dicembre  2019 sarà possibile consultare e scaricare tutte le fatture presenti fin dal 1/1/2019;

se l’adesione avviene dopo il 20 dicembre 2019 sarà possibile consultare e scaricare solo i documenti ricevuti successivamente alla data di adesione.

Si ripete che non ci sono obblighi di aderire al servizio e non ci sono termini: semplicemente se si attiva prima del 20 dicembre 2019 si potranno vedere e scaricare tutte le fatture ricevute dall’inizio dell’anno, se si attiva dopo, soltanto quelle ricevute successivamente alla data di attivazione.

Nota bene: nel cassetto fiscale sono consegnate soltanto le FE, fatture elettroniche; pertanto se un vostro fornitore non ha l’obbligo di utilizzare la fatturazione elettronica (ad esempio perché opera nel regime forfetario o in 398/91 con ricavi inferiori a 65.000 euro) emette fattura cartacea che vi viene spedita o consegnata con i mezzi ordinari e NON viene trasmessa mediante lo SDI (sistema di interscambio per la FE).

 

Come fare?

La procedura non è difficile.

 

  1. Il legale rappresentante dell’associazione se non ha già un PIN personale lo potrà richiedere seguendo le istruzioni qui

https://telematici.agenziaentrate.gov.it/Abilitazione/Fisconline.jsp

  1. Una volta ottenuto il PIN personale, il legale rappresentante potrà chiedere le credenziali per l’associazione seguendo le istruzioni qui

https://telematici.agenziaentrate.gov.it/Abilitazione/richiestaPin.jsp#societaenti

  1. Ottenute le credenziali per l’associazione, si potrà effettuare l’accesso all’area riservata: dal riquadro al centro pagina “fatturazione elettronica corrispettivi elettronici” si prosegue per schermate successive con “accedi” e poi “aderisci”

 

di Andrea Albertin – Avvocato

Circolare 18/E: Condizioni formali per l’applicazione del 148 comma TUIR, la c.d. decommercializzazione dei corrispettivi specifici

Molti dubbi interpretativi ha destato la Circolare in oggetto. Anche considerato che la stessa mal si aggiusta in taluni casi, con quello che è invece un testo di legge, l’art.148 TUIR, che ha riconosciuto il valore dell’associazionismo organizzato, fin dalla riforma del non profit attuata con il D.Lg.vo 460/97.

Partiamo dall’analisi del Testo Unico del 22/12/1986 n. 917

Art. 148 – Enti di tipo associativo. 
Non e’ considerata commerciale l’attivita’ svolta nei confronti degli associati o partecipanti, in conformita’ alle finalita’ istituzionali, dalle associazioni, dai consorzi e dagli altri enti non commerciali di tipo associativo. Le somme versate dagli associati o partecipanti a titolo di quote o contributi associativi non concorrono a formare il reddito complessivo.
Si considerano tuttavia effettuate nell’esercizio di attivita’ commerciali, salvo il disposto del secondo periodo del comma 1 dell’articolo 143, le cessioni di beni e le prestazioni di servizi agli associati o partecipanti verso pagamento di corrispettivi specifici, compresi i contributi e le quote supplementari determinati in funzione delle maggiori o diverse prestazioni alle quali danno diritto. Detti corrispettivi concorrono alla formazione del reddito complessivo come componenti del reddito di impresa o come redditi diversi secondo che le relative operazioni abbiano carattere di abitualita’ o di occasionalita’.
Per le associazioni politiche, sindacali e di categoria, religiose, assistenziali, culturali, sportive dilettantistiche, di promozione sociale e di formazione extra-scolastica della persona non si considerano commerciali le attivita’ svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali, effettuate verso pagamento di corrispettivi specifici nei confronti degli iscritti, associati o partecipanti, di altre associazioni che svolgono la medesima attivita’ e che per legge, regolamento, atto costitutivo o statuto fanno parte di un’unica organizzazione locale o nazionale, dei rispettivi associati o partecipanti e dei tesserati dalle rispettive organizzazioni nazionali (n.d.r. A.S.I.), nonchè le cessioni anche a terzi di proprie pubblicazioni cedute prevalentemente agli associati.
omissis
Per le associazioni di promozione sociale ricomprese tra gli enti di cui all’articolo 3, comma 6, lettera e), della legge 25 agosto 1991, n. 287, le cui finalità assistenziali siano riconosciute dal Ministero dell’interno (n.d.r. A.S.I.), non si considerano commerciali, anche se effettuate verso pagamento di corrispettivi specifici, la somministrazione di alimenti e bevande effettuata, presso le sedi in cui viene svolta l’attività istituzionale, da bar ed esercizi similari e l’organizzazione di viaggi e soggiorni turistici, sempre che le predette attività siano strettamente complementari a quelle svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali e siano effettuate nei confronti degli stessi soggetti indicati nel comma 3.
omissis
omissis
Le disposizioni di cui ai commi 3, 5, 6 e 7 si applicano a condizione che le associazioni interessate si conformino alle seguenti clausole, da inserire nei relativi atti costitutivi o statuti redatti nella forma dell’atto pubblico o della scrittura privata autenticata o registrata:
a) divieto di distribuire anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione nonche’ fondi, riserve o capitale durante la vita dell’associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge;
b) obbligo di devolvere il patrimonio dell’ente, in caso di suo scioglimento per qualunque causa, ad altra associazione con finalità analoghe o ai fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’articolo 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e salvo diversa destinazione imposta dalla legge;
c) disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalità associative volte a garantire l’effettività del rapporto medesimo, escludendo espressamente la temporaneità della partecipazione alla vita associativa e prevedendo per gli associati o partecipanti maggiori d’età il diritto di voto per l’approvazione e le modificazioni dello statuto e dei regolamenti e per la nomina degli organi direttivi dell’associazione;
d) obbligo di redigere e di approvare annualmente un rendiconto economico e finanziario secondo le disposizioni statutarie;
e) eleggibilita’ libera degli organi amministrativi, principio del voto singolo di cui all’articolo 2532, comma 2, del codice civile, sovranita’ dell’assemblea dei soci, associati o partecipanti e i criteri di loro ammissione ed esclusione, criteri e idonee forme di pubblicita’ delle convocazioni assembleari, delle relative deliberazioni, dei bilanci o rendiconti; è ammesso il voto per corrispondenza per le associazioni il cui atto costitutivo, anteriore al 1 gennaio 1997, preveda tale modalita’ di voto ai sensi dell’articolo 2532, ultimo comma, del codice civile e sempreche’ le stesse abbiano rilevanza a livello nazionale e siano prive di organizzazione a livello locale;
f) intrasmissibilita’ della quota o contributo associativo ad eccezione dei trasferimenti a causa di morte e non rivalutabilita’ della stessa.
omissis

Questo articolo va letto con calma, ma è sinteticamente completo ed efficace. Spiega chiaramente come non sia considerata commerciale l’attività organizzata da una ASD/SSD affiliata ASI, che preveda il pagamento di corrispettivi specifici (quote di partecipazione alle attività) anche se versate da tesserati di altre Associazioni A.S.I. E che non si considerano commerciali, anche se effettuate verso pagamento di corrispettivi specifici, la somministrazione di alimenti e bevande (bar) gestita direttamente presso i locali dell’Associazione. Con due ulteriori precisazioni: che le attività siano svolte a favore dei tesserati ed in diretta attuazione degli scopi istituzionali. E che, nel caso della somministrazione, siano strettamente complementari a quelle svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali e siano effettuate nei confronti dei tesserati al medesimo ente Nazionale (ASI).

Va poi ricordato l’ art. 149 TUIR
1. Indipendentemente dalle previsioni statutarie, l’ente perde la qualifica di ente non commerciale qualora eserciti prevalentemente attività commerciale per un intero periodo d’imposta.
2. Ai fini della qualificazione commerciale dell’ente si tiene conto anche dei seguenti parametri:
a) prevalenza delle immobilizzazioni relative all’attività commerciale, al netto degli ammortamenti, rispetto alle restanti attività;
b) prevalenza dei ricavi derivanti da attività commerciali rispetto al valore normale delle cessioni o prestazioni afferenti le attività istituzionali;
c) prevalenza dei redditi derivanti da attività commerciali rispetto alle entrate istituzionali, intendendo per queste ultime i contributi, le sovvenzioni, le liberalità e le quote associative;
d) prevalenza delle componenti negative inerenti all’attività commerciale rispetto alle restanti spese.
3. omissis
4. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano agli enti ecclesiastici riconosciuti come persone giuridiche agli effetti civili ed alle associazioni sportive dilettantistiche.

Anche questa norma è chiara, semplice, efficace.  Implica che, qualora si svolgessero attività c.d commerciali (ad esempio adottando il Regime agevolato ex lege n. 398/1991), queste potrebbero essere anche prevalenti rispetto alle attività istituzionali a condizione che il soggetto in questione sia una ASD.
Cosa è la legge n.398/91? Sintetizzando si tratta di un regime fiscale che consente la determinazione del reddito imponibile (con abbattimento forfetario dei costi pari al 97% e pertanto con prelievo fiscale sul 3% del reddito) e dell’IVA, sempre in via forfetaria, nonché previsioni di favore  in  materia  di adempimenti  contabili,  di  certificazione  dei  corrispettivi  e dichiarativi. Possono aderirvi le ASD (e – fino all’entrata a regime della riforma del terzo settore – anche le associazioni non sportive) e le società sportive dilettantistiche senza scopo di lucro che, nel  corso  del  periodo  d’imposta  precedente, abbiano  conseguito  proventi  derivanti  da  attività commerciale per un importo non superiore a 400.000 euro (in precedenza il plafond era determinato in 250.000 euro).

In pratica il regime 398 consente di svolgere attività commerciale fruendo di importanti agevolazioni sul piano contabile e fiscale.
A questo punto non resta che commentare la Circolare 18/E dell’Agenzia delle Entrate del 1 agosto 2018.
La circolare 18/E scaturisce da un importante tavolo di confronto tra Agenzia e CONI su alcune problematiche, relative in particolare proprio all’applicazione del regime di cui alle Legge 398/1991 e del beneficio fiscale di cui all’art.148, comma 3, del TUIR, tenuto anche conto della avviata  riforma del Terzo settore.

Intanto va osservato come nel documento di prassi vi sia una narrazione tutt’altro che sintetica. Abbiamo infatti un testo di ben 79 pagine, che se per certi aspetti può risultare chiarificatore, perché articolato come una serie di risposte a specifici quesiti, per altri solleva nuovi dubbi interpretativi e, soprattutto, si pone talora in contrasto con quanto appena evidenziato nell’analisi del TUIR.

La principale criticità contenuta nella circolare è il tentativo di delimitare l’ambito delle attività per le quali è possibile godere delle agevolazioni previste dal regime di cui alla Legge 398/1991 e dall’art.148, c.3, del TUIR.

Per quanto riguarda il regime 398, viene precisato un nuovo concetto, ovvero che l’applicazione del regime 398 venga limitata ai proventi commerciali derivanti da attività connesse alle finalità istituzionali e condizionata allo svolgimento di attività rappresentanti il “naturale completamento degli scopi specifici e particolari” che caratterizzano l’associazione.

Lo stesso tipo di considerazione vale anche per l’agevolazione di cui all’art.148, c.3, del TUIR. Viene ribadito che, “l’attività svolta in diretta attuazione degli scopi istituzionali” è quella che costituisce il “naturale completamento degli scopi specifici e particolari che caratterizzano l’organizzazione”.

Cosa significa, concretamente questa frase “naturale completamento degli scopi”? Come rapportarla all’operato della ASD o SSD?
Ad esempio significa (per l’Agenzia delle Entrate) che l’attività di somministrazione di alimenti e bevande viene esclusa dalla “decommercializzazione” di cui all’art.148, c.3, del TUIR, anche qualora sia svolta nei locali interni dell’ASD e nei confronti dei propri associati.

Qui è evidente che Agenzia “dimentica” che il bar sociale è istituzionale secondo quanto previsto dall’art. 148 comma 5 e non opera alcuna distinzione per le ASD che siano affiliate ad enti come A.S.I. che abbiano anche il riconoscimento del Ministero dell’Interno per la somministrazione circolistica. Inoltre i ricavi del bar, considerati indistintamente per tutte le associazioni, di natura commerciale potranno essere contabilizzati in 398, ma non sempre. Il regime agevolato spetta solo nel caso in cui la mescita sia organizzata contestualmente all’evento sportivo (es. durante la gara o l’allenamento di motociclismo o durante i corsi di tennis e senza l’utilizzo di strutture e mezzi organizzati a fini di concorrenzialità sul mercato (quali, ad esempio, insegne, marchi o locali attrezzati).

Negli altri casi i proventi “dovrebbero” essere tassati secondo le regole ordinarie.
Vi è poi un’ulteriore, e ben più grave, considerazione.

Non sono considerate connesse alle finalità istituzionali le attività riguardanti i corsi svolti nell’ambito di discipline che non rientrano nell’elenco degli sport definitivi riconosciuti dal CONI con delibera del maggio 2017.

Facciamo un esempio. Una associazione svolge Ginnastica rivolta al benessere e fitness ed arti marziali ed in aggiunta a queste svolge attività di KravMaga (disciplina al momento, non prevista in registro) prevista tra le finalità istituzionali del sodalizio e rivolta ai soli soci/tesserati.
L’associazione potrà ovviamente iscriversi al Registro Coni e acquisire lo status di ASD perché svolge attività riconosciute come sportive dilettantistiche e applicherà le agevolazioni spettanti alle ASD, inclusa la norma sui compensi sportivi per le discipline riconosciute.

Le attività sportive escluse dall’elenco, secondo Agenzia, andrebbero considerate commerciali e non connesse con le attività istituzionali. Di nuovo Agenzia “dimentica” che le associazioni possono continuare ad applicare l’art. 148 comma 3 sui corrispettivi specifici che non si applica solo alle sportive dilettantistiche ma a varie categorie di enti associativi particolarmente meritevoli per finalità culturali, di formazione extra-scolastica della persona e sociali; finalità peraltro promosse e valorizzate da ASI che non è solo Ente di Promozione Sportiva ma anche Ente di Promozione Sociale pronto ad entrare nel Terzo Settore riformato.

Pertanto, per tornare al nostro esempio, l’associazione potrà applicare l’agevolazione sui corrispettivi specifici istituzionali (ma non quella sui compensi sportivi riservata alle discipline riconosciute) anche per il krav maga a condizione che l’attività rientri nelle finalità istituzionali, che venga svolta nei confronti di soci/tesserati e nel rispetto delle clausole di democraticità ed effettività previste dal comma 8 dell’art. 148 TUIR. E ciò fino a quando non entrerà a regime la riforma del Terzo Settore che comporterà l’applicazione di questa agevolazione solo per le ASD; in seguito, le associazioni affiliate che non svolgano attività sportive dilettantistiche potranno valutare l’opportunità di diventare ente del terzo settore nella categoria APS – associazione di promozione sociale –  e usufruire di agevolazioni del tutto analoghe sui corrispettivi specifici oltre ad altri benefici espressamente previsti per la nuova figura.
Altra domanda la troviamo al paragrafo 7.3 e riguarda in particolare le SSD.  Le società sportive dilettantistiche costituite in forma di società di capitali senza fini di lucro devono obbligatoriamente inserire nei propri statuti le clausole relative alla democraticità del rapporto associativo previste dall’articolo 148, comma 8, lettere c) ed e) del TUIR?

Rilevato che l’articolo 90, comma 18, lettera e) della legge n. 289 del 2002,  in  merito  alla  democraticità  del  rapporto  associativo  prevede  l’obbligo  di inserire  nello  statuto  degli  enti  sportivi  dilettantistici  non  lucrativi  “le  norme sull’ordinamento  interno  ispirato  a  principi  di  democrazia  e  di  uguaglianza  dei diritti di tutti gli associati, con la previsione dell’elettività delle cariche sociali, “fatte salve” le società sportive dilettantistiche che assumono la forma di società di capitali o cooperative per le quali si applicano le disposizioni delle società sportive dilettantistiche senza fini di lucro, a  differenza delle associazioni sportive dilettantistiche, “non devono integrare i propri statuti” con le clausole concernenti la democraticità del rapporto associativo previste dalle lettere c) ed e) del comma 8 dell’articolo 148 del TUIR. del codice civile.

Al paragrafo 7.1, Regime fiscale delle prestazioni rese  ai  “tesserati”  delle Federazioni  Sportive Nazionali, degli Enti di Promozione Sportiva e delle Discipline Sportive Associate, la circolare dà una risposta favorevole all’estensione del benefici della decommercializzazione non solo ai soci ma anche ai generici tesserati (categoria molto presente nelle federazioni, ma anche nelle nostre SSD).

Viene inoltre analizzato l’obbligo di emettere ricevuta per le quote, che riguarda le quote associative o le quote di iscrizione ai corsi incassate dall’associazione in contanti e poi versate sul proprio conto corrente con un unico versamento superiore a 1.000 euro.

L’Agenzia delle entrate risponde che l’associazione ha “l’obbligo” di rilasciare al singolo un’apposita quietanza (ricevuta non fiscale), di cui una copia dovrà essere conservata dall’ente. “In aggiunta”, occorrerà dotarsi di un registro di prima nota, nel quale annotare analiticamente le entrate e le uscite, indicando i nominativi dei soggetti, la causale e l’importo incassato o pagato. Si tratta di consigli che sempre venivano da noi dati ai presidenti delle associazioni affiliate ma che alla luce delle indicazioni di Agenzia parrebbero divenire adempimenti obbligatori.

E nel caso di mancata o tardiva presentazione del Modello EAS?
L’invio del Modello EAS costituisce uno degli adempimenti fondamentali per poter usufruire delle agevolazioni di cui all’art.148, comma 3, del TUIR e del parallelo art.4, comma 4, del DPR 633/1972 (iva).
L’Agenzia ha ribadito che il termine fissato per la presentazione di tale Modello non ha carattere perentorio, e che quindi l’associazione potrà godere della “decommercializzazione” delle quote associative e dei corrispettivi provenienti dagli associati ma “solo per le operazioni compiute successivamente alla presentazione” del Modello. Le operazioni compiute prima della presentazione saranno quindi escluse dal regime agevolato e sottoposte a tassazione “ordinaria”

Come valutare questa lunghissima circolare? Per certi aspetti è senz’altro chiarificatrice. Ma la domanda che sorge spontanea è questa. Può una Circolare opporsi a una legge?
Prendiamo ad esempio uno dei passaggi più critici:  Non sono considerate connesse alle finalità istituzionali le attività riguardanti i corsi svolti nell’ambito di discipline che non rientrano nell’elenco degli sport definitivi riconosciuti dal CONI.

Ma il TUIR, già al comma 1 dell’art. 148, come abbiamo sopra evidenziato dice ben altro.

1. Non e’ considerata commerciale l’attivita’ svolta nei confronti degli associati o partecipanti, in conformita’ alle finalita’ istituzionali, dalle associazioni, dai consorzi e dagli altri enti non commerciali di tipo associativo. Le somme versate dagli associati o partecipanti a titolo di quote o contributi associativi non concorrono a formare il reddito complessivo.

Non sono forse istituzionali, le attività sportive statutariamente previste, per il solo fatto di non essere ascrivibili ad un elenco del CONI? Lo sport non è libera espressione?
Nel 1992 la Carta Europea dello sport recitava come definizione di Sport “qualsiasi forma di attività fisica che, attraverso una partecipazione organizzata o non, abbia per obiettivo l’espressione o il miglioramento della condizione fisica e psichica, lo sviluppo delle relazioni sociali o l’ottenimento di risultati in competizioni di tutti i livelli”.
Le circolari, al contrario della legge, sono solo atti interni e vincolano solo i dipendenti della pubblica amministrazione.
Che valore ha una circolare? È davvero tanto forte da permettersi di derogare a una norma del Parlamento o del Governo? E chi decide, in caso di contrasto interpretativo, su quale sia la strada più corretta?
A chiarirlo è una recente sentenza del Consiglio di Stato sent. n. 567/17 che fa seguito a una sentenza della Cassazione del 2017 n. 6185 del 10.3.2017.
la quale ribadisce pressappoco lo stesso principio.

Ricordiamo che il nostro sistema giuridico è basato sul rispetto della gerarchia delle fonti secondo una logica piramidale. La punta della piramide è rappresentata dalla Costituzione, leggi costituzionali e di revisione costituzionale, statuti delle regioni a statuto speciale, trattati costitutivi dell’Unione Europea, regolamenti e direttive dell’UE; fonti di secondo livello sono le leggi, i decreti legge e i decreti legislativi. A seguire le leggi regionali, poi i regolamenti, fino all’ultimo gradino dove stanno le consuetudini.

E le circolari? Non ci sono, non costituiscono fonte del diritto e, quindi, non sono vincolanti né per i cittadini, né per i giudici.  Il Consiglio di Stato sentenza n. 567/17 scrive che, le circolari amministrative costituiscono atti interni a un pubblico ufficio, diretti agli organi di tale ufficio e ai loro dipendenti; esse vincolano solo i comportamenti degli organi operativi sottordinati dell’ufficio. Una direttiva comportamentale impartita dal vertice dell’amministrazione che vincola il personale. Ma non crea certo un diritto né può limitare il cittadino.

Proprio perché la circolare non è una fonte del diritto e non si rivolge al cittadino, questi non può impugnarla davanti al giudice; oggetto di contestazione però sarà il provvedimento della pubblica amministrazione che, facendosi scudo della circolare, ha negato il diritto di applicare la decommercializzazione o addirittura la possibilità di utilizzo dell’opzione 398 alla associazione che svolge attività non prevista a registro CONI.

La triste conclusione è pertanto la seguente: la Circolare non può contrastare la norma di legge. Ma gli organi dell’ufficio possono applicarla costringendoci a ricorrere contro il provvedimento. Con i rischi e le conseguenze del caso.

[  Andrea Albertin, Avvocato del Foro di Padova  ]

Con la risposta all’interpello n. 361 del 30 Agosto 2019 l’Agenzia delle Entrate ha confermato che l’esenzione dall’imposta di bollo per le ASD/SSD si riferisce anche alle ricevute rilasciate agli associati/tesserati a fronte di corrispettivi specifici istituzionali (ad esempio le ricevute per i corsi) e agli estratti conto bancari.

Si ricorda che l’agevolazione è stata introdotta con la legge di bilancio 2019 (L.30/12/2018 n.145 comma 646) che ha modificato l’art. 27 –bis Allegato B d.p.r. 642/72 relativo agli  atti, documenti e registri esenti dall’imposta in modo assoluto.

Nello specifico la disposizione comprende:

“… atti, documenti, istanze, contratti nonché copie anche se dichiarate conformi, estratti, certificazioni, dichiarazioni e attestazioni posti in essere o richiesti …” dai soggetti esentati.

I soggetti esonerati in origine erano le Onlus; in seguito l’agevolazione è stata estesa alle Federazioni Sportive Nazionali e gli Enti di Promozione Sportiva riconosciuti dal Coni FSN/DSA/EPS con l’art. 90 della L.289/02 ed ora, con la legge di bilancio 2019,  anche alle a.s.d. e alle s.s.d. riconosciute dal Coni.

Non vi è dubbio che la norma si riferisca a una serie di atti emessi o formati dalle ASD/SSD, come ad esempio i contratti, i verbali assembleari e le ricevute rilasciate a fronte delle quote associative e dei corrispettivi specifici incassate da soci/tesserati.

Quanto all’estratto conto bancario si era posta in dubbio l’esclusione perché le banche avrebbero l’obbligo di trasmettere al cliente l’estratto conto e quindi non si tratterebbe di un atto “richiesto” ma “dovuto”, assoggettato al bollo a prescindere dalla natura giuridica del cliente e dalle particolari agevolazioni fiscali spettanti. In realtà – come avevo già segnalato nelle precedenti news  – dal tenore delle norme e considerato che la nuova esenzione per le ASD/SSD è introdotta come estensione di quella originariamente prevista dalle Onlus all’art.17 D.Lg.vo 460/97, non vi è ragione per considerare escluso l’estratto conto bancario dall’agevolazione. Sul punto era chiara una “vecchia” Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate del 4/11/1998 : gli estratti conto bancari inviati alle Onlus non sono soggetti all’imposta di bollo.

A dirimere ogni residua incertezza interviene ora la risposta all’interpello n.361/2019 . Si consiglia pertanto di fare una verifica sull’estratto conto e di rivolgersi alla propria filiale di riferimento per chiedere lo storno degli importi eventualmente ed erroneamente addebitati a partire dal 1/1/2019.

Scadenza 30 settembre. Cosa devo fare per non essere cancellato dal Registro CONI?!

RIPETERE AIUTA: CARICAMENTO EVENTI REGISTRO RSSD 2.0 

 

Ricordiamo gli adempimenti per le A.S.D ed S.S.D per conservare i benefici fiscali.
a) controllare che le discipline sportive indicate nello Statuto siano comprese nell’elenco delle discipline sportive ammesse dal CONI e indicate sul certificato d’iscrizione al Registro CONI;
b) svolgere effettiva pratica della disciplina sportiva dichiarata statutariamente;
c) essere in possesso, per ogni singolo anno d’iscrizione al Registro CONI, di documentazione attestante la partecipazione alle attività organizzate dall’Ente o federazione di appartenenza.

RICORDA: A COSA SERVE IL REGISTRO 2.0?
Il Registro è lo strumento che il Consiglio Nazionale del CONI ha istituito per confermare definitivamente “il riconoscimento ai fini sportivi” alle associazioni/società sportive dilettantistiche affiliate alle Federazioni Sportive Nazionali e agli Enti di Promozione Sportiva.

Le associazioni/società iscritte al Registro sono inserite nell’elenco che il CONI, ogni anno, deve trasmettere ai sensi della normativa vigente, al Ministero delle Finanze – Agenzia delle Entrate.

Quali Eventi si possono inserire?   Si possono inserire tre tipologie di eventi, per la cui identificazione e definizione ci dobbiamo avvalere dell’allegato Elenco Attività previste dal Consiglio Nazionale CONI .

Eventi attività sportiva: Con attività sportiva si intende lo svolgimento di eventi sportivi organizzati dall’organismo sportivo di riferimento. Un evento sportivo può coincidere con una singola gara
Eventi attività formativa: Con attività formativa si indica l’iniziativa finalizzata alla formazione dei tesserati dell’organismo sportivo nonché le attività di divulgazione, aperte anche ai non tesserati, relativamente ad argomenti pertinenti la tecnica e l’ordinamento sportivo;
Eventi attività didattica: Con attività didattica si intendono i corsi di avviamento allo sport organizzati direttamente dell’organismo sportivo o organizzati dall’Associazione/società se espressamente autorizzati dall’organismo di affiliazione sportivo di riferimento

 

SEMPLIFICANDO ECCO COSA DOVETE FARE!

 

Compilare ed inviare all’Ente Affiliatore (es. Asiveneto o AsiPadova) i seguenti moduli:

n.b. fino al 30 settembre sarà possibile inserire anche attività già svolte nel corso dell’anno;

dopo il 30 settembre potrete inserire solo attività non ancora svolte.

 

Inserendo almeno una delle attività previste nell’‘ allegato “Elenco Attività” previste dal Consiglio nazionale del CONI .

n.b.: ogni attività prevede una diversa scheda (es. se organizzo corso di ginnastica artistica e di ginnastica aerobica, dovrò inviare due schede).

oppure

 

ASI procederà all’inserimento dei dati da voi comunicati nella piattaforma CONINET.

123417Next