SÌ ALLE ATTIVITA’ INDIVIDUALI (DILETTANTISTICHE), GARE AMMESSE SOLO SE DI RILEVANZA NAZIONALE O REGIONALE, PALESTRE E PISCINE APERTE.

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Ci giungono notizie varie e contrastanti, molte strutture adottano strumenti di sicurezza, altre no: diamo una settimana per adeguare tutti i protocolli si sicurezza. Se tutto verrà adeguato, non ci sarà ragione di sospendere o chiudere le palestre, altrimenti interverremo”, queste le parole del Premier Conte nell’annunciare le misure del nuovo Dpcm.
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SÌ ALLE ATTIVITA’ INDIVIDUALI (DILETTANTISTICHE), GARE AMMESSE SOLO SE DI RILEVANZA NAZIONALE O REGIONALE, PALESTRE E PISCINE APERTE. ⬇︎
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Sono previsti i soli allenamenti nelle scuole calcio ed in generale per le attività sportive “dilettantistiche”. Ammesse quindi le attività individuali. per gli impianti restano i limiti precedenti, salvo diverse disposizioni regionali sul numero degli spettatori. Palestre e piscine restano aperte.
Nel testo si specifica che “sono consentiti soltanto gli eventi e le competizioni riguardanti gli sport individuali e di squadra di interesse regionali e nazionali”, mentre “l’attività sportiva dilettantistica di base, le scuole e l’attività formativa di avviamento relativa agli sport di contatto sono consentite solo in forma individuale e non per gare e competizioni”. Restano sospese tutte le attività amatoriali. Quindi le discipline degli sport di contatto, come individuate dal d.m. 13.10.2020, si possono praticare solo in forma di allenamento individuale, salvo per eventi e le competizioni riconosciuti di interesse nazionale o regionale da CONI, Federazioni, Enti di promozione sportiva.
Rimane confermato quanto riguarda la presenza di pubblico negli impianti sportivi, col 15% delle capienze fino al tetto massimo di mille spettatori per gli impianti all’aperto e 200 per quelli al chiuso, E’ possibile che le Regioni e le Province autonome, d’intesa col Ministero della Salute, prevedano un diverso numero massimo di spettatori per eventi e competizioni non all’aperto purché non si superi il 15% della capienza.
Fatte salve le diverse disposizioni più restrittive adottate dalle singole Regioni (vedasi Lombardia).
Palestre e piscine restano aperte: Conte ha specificato che c’è stato un intenso dialogo col Cts (Comitato Tecnico Scientifico). Ha dichiarato quanto segue: “Ci giungono notizie varie e contrastanti, molte strutture adottano strumenti di sicurezza, altre no: diamo una settimana per adeguare tutti i protocolli si sicurezza. Se tutto verrà adeguato, non ci sarà ragione di sospendere o chiudere le palestre, altrimenti interverremo”.
Cosa se ne deduce: che non si sia trovato l’accordo per quanto concerne palestre e piscine con le Regioni, per la forte ostilità di queste e del mondo sportivo.
Che Conte abbia scelto di prendere tempo (una settimana). Cosa accadrà tra 7 giorni? Possiamo supporre (ma solo supporre), che il Presidente del Consiglio demanderà o meno la decisione alle Regioni stesse, che valuteranno il da farsi.
Certamente questi continui annunci, ad opera della stampa nazionale ed ora della Presidenza del Consiglio, che ipotizzano chiusure, creano un notevole danno preventivo al mondo dello sport.
Sport che invece è impegnato nell’attuazione dei protocolli sicurezza Covid ed è in grado di garantire e svolgere una importante funzione di tutela sociale in condizioni di sicurezza. Se nello specifico alcune realtà non avranno rispettato i protocolli è giusto che le stesse vangano penalizzate, senza per questo colpevolizzare un intero comparto sportivo.