All posts in Giuridica e Fiscale

Attenzione, la richiesta del codice fiscale al momento del tesseramento non è un obbligo previsto da ASI ma un obbligo previsto dal regolamento CONI, in vigore dal 1 gennaio 2019. 

 

ESENZIONE DALL’IMPOSTA DI BOLLO PER ASD/SSD dal 1.1.2019

La legge di bilancio 2019 (L.30/12/2018 n.145) ha esteso anche alle ASD/SSD riconosciute dal CONI l’esenzione dall’imposta di bollo in modo assoluto: pertanto a partire dal 1/1/2019 gli atti, documenti, istanze, contratti nonché copie, anche conformi, estratti, certificazioni, dichiarazioni e attestazioni poste in essere o richiesti dai sodalizi sportivi riconosciuti non saranno soggetti all’imposta di bollo.

Tanto per fare tre esempi : sono esclusi dal bollo il contratto di locazione intestato alla asd/ssd , l’estratto conto del conto corrente bancario, il verbale assembleare di modifica statutaria.

Si ritiene che siano escluse dal bollo anche le ricevute per indennità, rimborsi spese forfetari e analitici come già chiarito dalla circolare di Agenzia delle Entrate n.18E del 1/1/18 per Enti e Federazioni.

Rimane dubbio l’esonero in sede di costituzione quando il sodalizio non ha ancora conseguito il riconoscimento CONI: si auspica quindi un chiarimento per capire se l’atto costitutivo e lo statuto andranno bollati o meno.

Buongiorno,

stiamo procedendo a completare l’affiliazione 2019 per le società che ci hanno inviato il modulo e pagato la quota associativa.

Andando nella pagina dedicata all’affiliazione, le società potranno scaricare e stampare i tre moduli relativi alla responsabilità civile, all’affiliazione e certificato siae.

Per poter accelerare la procedura, per le affiliate che fanno accesso al programma di tesseramento è attiva la possibilità di richiedere la affiliazione per la stagione 2019 autonomamente.

La modalità da seguire è la seguente: la società per poter effettuare tale richiesta, facendo l’ accesso, dovrà obbligatoriamente confermare la composizione del consiglio direttivo 2019, nella scheda CONSIGLIO; dopodiché potrà effettuare la richiesta di affiliazione per il 2019 nella scheda AFFILIAZIONE.

Tale richiesta sarà effettiva dopo la convalida che prontamente daremo una volta che la società avrà completato la procedura.

Ricordiamo che la convalida sarà possibile SOLO se il modulo di affiliazione 2019 sarà stato caricato nella sezione DOCUMENTI dell’affiliato. Tutti i certificati saranno scaricabili successivamente alla nostra ratifica.

Cordialmente

 

Segreteria Asi Veneto

LETTERA-APERTA

FATTURAZIONE ELETTRONICA: ESONERO PER I SODALIZI SPORTIVI?

In sede di conversione del decreto fiscale (D.L.119/18) il parlamento sta apportando alcune modifiche importanti per i sodalizi sportivi in regime di L.398: si parla di esonero dalla fatturazione elettronica per i ricavi inferiori ad euro 65.000 e autofatturazione o di fattura per conto terzi per i ricavi superiori (nella fascia 65.000 – 400.000) e per tutti i ricavi relativi a operazioni di pubblicità o sponsorizzazione ( quindi anche inferiori ai 65.000).

Il quadro è estremamente confuso e incerto: vi invitiamo a leggere l’editoriale del Dr.Giuliano Sinibaldi pubblicato su FiscoSport del 6 dicembre 2018  che con la consueta chiarezza espone un’analisi aggiornata, puntuale ed approfondita

 

http://www.fiscosport.it/editoriale/news-e-sport/le-news-sportive/5303/ancora-sullobbligo-di-fatturazione-elettronica-per-i-sodalizi-sportivi-lemendamento-approvato-al-senato

 

 

 

Con BARTIMEO è possibile svolgere la visita medico – sportiva non agonistica agli iscritti direttamente in palestra.

Bartimeo è un dispositivo estremamente affidabile e all’avanguardia che consente di:

  1. Effettuare un elettrocardiogramma a riposo in modo semplice da parte del personale sanitario
  2. Registrare l’ECG in un apposito cloud abbinato al fascicolo sanitario dell’utente
  3. Essere abbinato all’utilizzo del corpetto ECG per monitoraggi periodici senza la presenza del medico e con il supporto del personal trainer

Aderendo al programma, la tua palestra beneficia di:

  1. La palestra entra in un network sanitario e rafforza i rapporti tra medico dello sport, personal trainer e nutrizionisti.
  2. La visita medica sportiva non agonistica da obbligo legislativo diventa un’opportunità per la palestra
  3. Possibilità di strutturare un contratto di affitto temporaneo della sala medica con il medico con conseguente linea di ricavi per la palestra
  4. Possibilità di eseguire dei monitoraggi periodici con dispositivi medici certificati
  5. La palestra diventa centro nevralgico della prevenzione integrando servizi sanitari avendo a disposizione dei dispositivi medici certificati gratuitamente.

 

 

                        Abbiamo riservato la seguente offerta:

  1. Comodato d’uso gratuito di un dispositivo medico ECG a dodici derivazioni
  2. Comodato d’uso gratuito di un cavo pazienti standard a dodici derivazioni per ECG a riposo
  3. Comodato d’uso gratuito di 4 corpetti ECG di prova
  4. Apertura del cloud per gli utenti da sottoporre a visita sportiva non agonistica

 

La tua palestra potrà finalmente eseguire visite medico/sportive
in totale sicurezza, grazie ad uno strumento certificato
che assicuri l’idoneità degli iscritti.

 

SCOPRI DI PIU

 

ECG a 12 derivazioni;
Wireless charger e cablaggio standard.

Con le sue 12 derivazioni è un impeccabile riferimento per la prevenzione e la diagnosi di patologia cardiovascolari.

 

4 fasce elastiche ideate
per rendere Bartimeo indossabile.

#Bartimeo insieme alla sua fascia elastica è uno strumento pratico ed adattabile ad ogni tipo di struttura fisica

 

Attivazione della piattaforma Cloud direttamente in palestra.
La piattaforma permette la totale presa in carico della persona.

 

CONTATTACI

 

L’offerta è riservata solo per un numero limitato di palestre ed è valida fino al 31.12.2018.

 

 

 

Copyright © 2018 Psc 2.0, All rights reserved.
You are receiving this email because you opted in via our website.Our mailing address is:Psc 2.0Via A. Diaz 154Vigonza, PD35010

Italy

Add us to your address book

Want to change how you receive these emails?
You can update your preferences or unsubscribe from this list.

FATTURA ELETTRONICA obbligatoria dal 1.1.2019 anche per ASD/SSD con partita iva

L’obbligo di fatturazione elettronica riguarda tutti i soggetti iva e non sono previste esclusioni o deroghe per le associazioni e società sportive in regime di L.398/91.

L’obbligo si estende non solo all’emissione della fattura in formato elettronico ma anche alla trasmissione, alla conservazione e alla consultazione: Agenzia delle Entrate mette a disposizione servizi gratuiti per provvedere agli adempimenti  attraverso il portale Fatture e Corrispettivi

https://ivaservizi.agenziaentrate.gov.it/portale/

In alternativa esistono numerosi prodotti software sul mercato che dovranno essere valutati quanto a costi, modalità di utilizzo, sicurezza e conformità alle specifiche tecniche dettate da Agenzia con provvedimento 30/4/2018 per le fatture tra privati ( sia per le operazioni business to business sia per le operazioni business to customer).

Attenzione:  per le fatture elettroniche da emettere nei confronti della Pubblica Amministrazione – ad esempio a fronte di contributi corrispettivi erogati alle associazioni da enti pubblici – continua ad applicarsi il d.m. n.55/2013 e il portale di riferimento rimane :  http://www.fatturapa.gov.it/export/fatturazione/it/index.htm

 

ASi Veneto valuterà l’opportunità di stipulare una convenzione  per i servizi di fatturazione elettronica, anche se difficilmente si potrà avere accesso a prezzi più vantaggiosi di quelli offerti in rete da “noti” operatori.

 Rilascio del titolo di Tecnico Sportivo

DOMANDA DI  ISCRIZIONE – 2018. Corso NAZIONALE

Titolo abilitante anche per normativa prevista: Regione Veneto LEGGE REG. VENETO 11 maggio 2015, n. 8

 

Attenzione: è aperta a tutti la possibilità di accedere GRATUITAMENTE ai lavori del corso, previa comunicazione agli uffici ASI. La quota di iscrizione è prevista per i soli richiedenti l’abilitazione (Tesserino Tecnico). 

 

ASI Veneto e Asi Fitness in collaborazione con la Scuola Regionale dello Sport CONI organizzano il corso per il rilascio del tesserino tecnico, un documento indispensabile per ottenere l’abilitazione a operatore di specifica disciplina sportiva.

Il corso consentirà di ottenere il rilascio del titolo di Tecnico Sportivo valido a livello nazionale, l’iscrizione biennale all’Albo Tecnico nazionale e il rilascio del Diploma Nazionale.

PROGRAMMA INTERVENTI 9:00 – 18.00 (18.30)

MATTINO

– Comunicazione e marketing per un insegnante sportivo – Dott. Massimo Zanotto
– L’alimentazione che fa la differenza – Dott.ssa Paola Battivelli
– Sport per tutte le età, consigli per l’uso – Dott. Edoardo Zonta

POMERIGGIO

– Coordinatore dei lavori – Prof. Giacomo Labarbuta

– Le discipline sportive dopo la riforma del CONI e il Tesserino Tecnico – Avv. Andrea Albertin
– Le collaborazioni sportive dilettantistiche dopo il c.d. Decreto Dignità – Avv. Biancamaria Stivanello
– La Legge 398/91: le attività commerciali che vi rientrano alla luce della Circolare 18/E/2018
dell’Agenzia delle Entrate – Dott. Luca Mattonai
– Novità nel Registro CONI 2.0 – Avv. Andrea Albertin

 

MODALITÀ di PARTECIPAZIONE e COSTI

Luogo: Sala Consiliare via Guasti 12/c (Padova)

accoglienza ore 8.30

Iscrizione € 150,00

Se siete interessati trasmetteteci il modulo di iscrizione allegato compilato ed accompagnato da bonifico.

 

 

  • Attenzione: leggere attentamente le modalità di iscrizione previste nella scheda allegata.
  • Attenzione: PDF editabile. Alla voce firma è sufficiente scrivere in stampatello il proprio nome. 
  • Attenzione: non è previsto un esame finale, ma il possesso dei requisiti elencati nella scheda di adesione e la partecipazione obbligatoria a tutti i moduli.

 

 La quota di iscrizione è comprensiva di:

1 – inserimento nell’Albo Tecnici Nazionale (biennale)

2 – rilascio Tesserino Tecnico Nazionale

3 – rilascio Diploma Nazionale.

 

PERCHE’ DEVO PARTECIPARE AL CORSO DI FORMAZIONE?

La Legge Regionale Veneto sullo sport, prevede all’Art. 22 – Sicurezza nella pratica delle attività motorie e sportive, prevede che: 

Le attività motorie e sportive non finalizzate all’agonismo, comportanti il pagamento di corrispettivi a qualsiasi titolo, anche sotto forma di quota associativa, si svolgono nelle palestre o in altri impianti sportivi aperti al pubblico, sulla base di programmi di attività predisposti, sotto la responsabilità di un operatore qualificato o, limitatamente alla disciplina di competenza, di un operatore di specifica disciplina sportiva, che ne supervisioni l’applicazione.

 È operatore qualificato il soggetto in possesso di uno dei seguenti titoli:

  1. a)diploma universitario rilasciato dall’Istituto superiore di educazione fisica (ISEF), di cui alla legge 7 febbraio 1958, n. 88 “Provvedimenti per l’educazione fisica” o titolo equivalente nell’ambito dell’Unione europea;
  2. b)laurea in Scienze motorie di durata almeno triennale di cui al decreto legislativo 8 maggio 1998, n. 178 “Trasformazione degli Istituti superiori di educazione fisica e istituzione di facoltà e di corsi di laurea e di diploma in scienze motorie, a norma dell’articolo 17, comma 115, della legge 15 maggio 1997, n. 127” e successive modificazioni;
  3. c)ogni altro titolo di studio equipollente conseguito all’estero e riconosciuto dallo Stato italiano.

È operatore di specifica disciplina sportiva il soggetto in possesso di abilitazione rilasciata, a livello nazionale, dalle federazioni sportive o dalle discipline sportive associate o dagli Enti di Promozione Sportiva riconosciuti dal CONI e dal CIP.

 

20180202_180854

Il progetto di un nuovo censimento nazionale nasce dall’esigenza di fornire un quadro completo attuale delle strutture sportive esistenti. Conoscere il patrimonio impiantistico, leggerlo ed interpretarlo nelle sue dimensioni e dotazioni, diventa fondamentale ai fini di una corretta pianificazione territoriale e di una mirata destinazione degli investimenti disponibili.

Sviluppato e coordinato dal Coni attraverso l’operato di Coni Servizi SpA e con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il progetto prevede la rilevazione tramite sopralluoghi fisici di tutte le strutture pubbliche e private di interesse pubblico in sinergia con gli Enti e le Istituzioni di settore operanti sul territorio.

Conclusa con successo la sperimentazione pilota che ha riguardato nel 2015 quattro regioni (Friuli Venezia Giulia, Calabria, Molise e Toscana), l’attività prosegue con il completamento della mappatura a livello nazionale da attuarsi nelle prossime due annualità tramite il Fondo “Sport e Periferie” recentemente pubblicato.

OBIETTIVI
Nello specifico, il progetto si propone di conseguire i seguenti obiettivi:

  • ottenere una mappatura completa, aggiornata ed omogenea a livello nazionale degli impianti sportivi esistenti, estendendo a tutte le regioni il modello di censimento e le procedure di analisi e classificazione nazionali predisposte;
  • condividere un sistema unico di raccolta dei dati, favorendone l’aggiornamento costante nel rispetto dell’autonomia dei singoli enti locali;
  • fornire uno strumento di pianificazione territoriale e di indirizzo delle risorse economiche;
  • produrre rapporti periodici sulla situazione degli impianti sportivi, anche a supporto della definizione di interventi e politiche di interesse nazionale;
  • valorizzare le “best practice” sviluppatesi nel territorio e contribuire allo scambio omogeneo di dati e di esperienze tra le diverse Amministrazioni e con le Istituzioni di settore;
  • fornire un servizio al cittadino sui luoghi dove fare attività sportiva.

ARCHITETTURA DEL PROGETTO

Il progetto si articola su tre livelli:

  • un database on-line di raccolta informazioni relative agli impianti sportivi (Banca Dati Nazionale);
  • un software di geomarketing per effettuare analisi di pressione della domanda di sport in rapporto all’offerta di impianti, a supporto della pianificazione degli interventi;
  • un portale di informazione al cittadino per la ricerca e visualizzazione su mappa degli impianti più vicini dove effettuare la pratica sportiva desiderata.

 

 

SSD LUCRATIVE e CO.CO.CO. SPORTIVE DILETTANTISTICHE:

la breve storia di due meteore di passaggio

 

di Biancamaria Stivanello. Avvocato.

 

Le nuove co.co.co. sportive dilettantistiche e le nuove società lucrative hanno avuto vita davvero breve nel panorama della normativa di settore: più un’apparizione che altro, si potrebbe affermare, in accordo con il titolo!

Introdotte con la legge di bilancio 2018 (L.27/12/2017 n.205) sono state abrogate dal Decreto Legge 12/7/2018 n.87. Il provvedimento –  meglio noto anche come Decreto Dignità in tema di lavoro a termine, delocalizzazioni, ludopatia – include all’art. 13 la soppressione dell’intero pacchetto sport, fatta salva l’elevazione a 10.000 euro della soglia di non imponibilità fiscale per i compensi sportivi dilettantistici.[1]

Il decreto è stato convertito in L.9/8/2018 n.96 ( in G.U 11/8/2018) senza che siano intervenuti correttivi o modifiche sul punto: l’abrogazione è pertanto confermata a far data dal 14/7/2018.

L’effetto immediato è quello di far cadere sia l’opzione di esercitare attività dilettantistiche con scopo di lucro sia l’inquadramento lavoristico delle collaborazioni e dei compensi di cui all’art.67 comma I lett.m) TUIR: due interventi che avevano viaggiato insieme nel pacchetto inserito nella legge di bilancio e che insieme sono stati ora “depennati”; tuttavia la loro abrogazione comporta  implicazioni ben diverse e impone quindi due riflessioni distinte.

Sulle SSD Lucrative  c’è poco da dire, in questa sede.

Occasione persa per attirare capitali nel settore dilettantistico? Modello di gestione mancato per i grandi impianti? Probabilmente sì; anche se è difficile fare valutazioni, visto che sono state stroncate sul nascere. Concepite e disciplinate dalla legge di bilancio, di fatto non avevano ancora potuto operare concretamente in quanto prive del necessario riconoscimento sportivo[2]: sono mancate le linee guida che il Coni avrebbe dovuto dettare per la modifiche degli statuti di Federazioni ed Enti di Promozione; sono mancati gli adeguamenti della normativa regolamentare sul registro per consentirne l’iscrizione.

In definitiva l’idea di poter superare il binomio “dilettantistico” / “assenza di scopo di lucro” che da sempre contraddistingue il settore [e lo differenzia da quello professionistico] è stata accantonata ancor prima di poterne misurare gli effetti e la portata; al riguardo non rimangono che considerazioni  de iure condendo che esulano da questo intervento.

Assai più rilevante è invece l’impatto dell’abrogazione che interessa i compensi[3] : cancellato l’inquadramento lavoristico delle collaborazioni sportive e dei compensi agevolati di cui all’art.67 comma I lett.m) TUIR, si torna alla situazione antecedente, ovvero ad una situazione estremamente incerta e controversa dettata dalle difficoltà interpretative di provvedimenti legislativi non organici, operanti su piani diversi (sostanziale/tributario/previdenziale), che hanno generato un cospicuo e diffuso contenzioso, soprattutto per le posizioni di istruttori di fitness e di nuoto.

Abbandonare la “lettera di incarico” per stipulare un vero e proprio contratto di lavoro denominato co.co.co. avrebbe certamente comportato maggiori oneri e adempimenti nonché varie conseguenze dipendenti dalla qualificazione lavoristica del rapporto, tuttavia la formula utilizzata – per quanto imperfetta, priva di organicità ed esposta a nuovi dubbi in sede di applicazione – aveva certamente il merito di fare un po’ di chiarezza: l’individuazione di una tipologia contrattuale che ben si adatta alla concreta realtà occupazionale del settore avrebbe consentito di instaurare rapporti genuini, in quanto tali capaci di prevenire o arginare il contenzioso previdenziale.

Si attendeva dal CONI la delibera sulle mansioni necessarie allo svolgimento delle attività sportive – con garanzie di uniformità di figure e prestazioni; si attendevano interventi interpretativi ministeriali su eventuali agevolazioni in ordine agli adempimenti amministrativi (c.d. cedolini paga): sei mesi non sono bastati e ogni intervento sarebbe stato comunque inutile alla vigilia del decreto dignità.

Dunque, abrogata la qualificazione lavoristica dei rapporti, si riapre l’annosa e irrisolta questione sulla natura dei compensi sportivi e delle prestazioni dei collaboratori:

sportivi dilettanti per passione o per lavoro?

In altri termini: i compensi disciplinati dall’art.67 comma I lett.m) del TUIR si riferiscono a emolumenti vari collocati tra i redditi diversi –  cioè per definizione una categoria che esclude i redditi da lavoro  – e quindi hanno un campo di applicazione circoscritto a quelle situazioni in cui, nonostante  le prestazioni siano rese a titolo oneroso,  non sia configurabile un rapporto di lavoro vero e proprio ma una causa di tipo diverso, ad esempio  ludica e/o associativa?

Oppure, considerata la peculiarità dello sport dilettantistico e il riconoscimento da parte del legislatore della sua importante funzione di utilità sociale , si deve ritenere che questa disposizione abbia disciplinato una nuova area lavorativa, di tipo speciale, il c.d. tertium genus  ovvero un lavoro che non sia inquadrabile nella tradizionale bipartizione tra lavoro  subordinato e autonomo ? O quantomeno che si tratti di un lavoro speciale perché a prescindere dal tipo contrattuale gode di un regime differenziato e di un trattamento privilegiato sotto il profilo fiscale e soprattutto previdenziale, in quanto escluso dagli obblighi contributivi?

Come detto, il sistema normativo non consente un’agevole interpretazione in particolare perché  manca il raccordo tra le norme tributarie e previdenziali  e la disciplina sostanziale del rapporto di lavoro.

E soprattutto, la progressiva dilatazione delle fattispecie riconducibili all’art.67[4]  – tendenza ancora una volta riconfermata dall’innalzamento della soglia ad euro 10.000 – finisce per contemplare di fatto un gran numero di prestazioni e di collaborazioni che ben possono nel concreto, rivestire  le caratteristiche di una vera e propria attività lavorativa: indubbiamente possono riferirsi a prestazioni continuative, ripetitive e stabili nel tempo a fronte di emolumenti non proprio marginali; circostanze che, in caso di ispezioni e verifiche da parte degli enti previdenziali, espongono al rischio concreto di riqualificazione dei compensi sportivi in redditi professionali da assoggettare alla gestione ex ENPALS.

Al riguardo la giurisprudenza – chiamata a svolgere un ruolo di supplenza del legislatore –  ha deciso in maniera ondivaga, “bocciando” o “promuovendo” gli istruttori sulla scorta di interpretazioni diametralmente opposte: tuttavia più di recente un autorevole filone della giurisprudenza di merito e importanti documenti di prassi amministrativa hanno aperto ad una lettura  del comma I lett.m) capace di  superare l’incipit dell’art.67.

Si richiamano in particolare : C.App. Firenze, sez.lav. 683/14  che valorizza la funzione sociale dello sport e la necessità di alleggerire i costi di gestione attraverso le agevolazioni sui compensi ; C.App. Milano, sez.lav. 1206/17 e 1172/2014 secondo cui sussistono le agevolazioni sui redditi diversi a prescindere dalla continuità e abitualità della prestazione in quanto la  lett.m)  non fa riferimento al requisito della non professionalità per le prestazioni sportive a differenza di quanto previsto per i compensi di direttori artistici della bande e delle filodrammatiche; C.App. Bologna, sez.lav. 250/2016, ancora più evolutiva, laddove afferma che soddisfatti i requisiti soggettivi ed oggettivi (riconoscimento sportivo ed esercizio diretto di attività sportiva dilettantistica)  rimangono fruibili gli sgravi fiscali e contributivi a prescindere dalla natura autonoma o subordinata del rapporto di lavoro.

Quanto alla prassi, si deve fare riferimento soprattutto alla Circolare dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro n. 1 del 1/12/2016, nata parallelamente agli elenchi delle discipline sportive adottati dal CONI proprio per l’esigenza di definire e individuare il campo di applicazione dell’art.67  che testualmente afferma:

 

La volontà del legislatore è quella di riservare ai rapporti di collaborazione sportivo-dilettantistici una normativa speciale volta a favorire e ad agevolare la pratica dello sport dilettantistico, rimarcando la specificità di tale settore che contempla anche un trattamento differenziato rispetto alla disciplina generale che regola i rapporti di lavoro”.

 

La circolare, inoltre, proprio con l’intento di intervenire sui contrasti giurisprudenziali, chiarisce che:

 

la qualifica acquisita da istruttori e allenatori attraverso specifici corsi di formazione tenuti dalle Federazioni non rappresenta in alcun modo un requisito, da solo sufficiente, per ricondurre i compensi tra i redditi di lavoro autonomo, non essendo tale qualifica un requisito di professionalità, ma unicamente un requisito richiesto dalla federazione di appartenenza per garantire un corretto insegnamento della pratica sportiva…

 

Tale documento torna oggi ad essere un fondamentale punto di riferimento per gli interpreti e –  ci si augura – anche un buon punto di partenza per una disciplina organica del lavoro sportivo dilettantistico capace di portare certezze agli operatori del settore e non spiragli di luce passeggeri…..

*avvocato del Foro di Padova

 

 

[1] Si tratta del comma 367 che aveva modificato l’art.69 comma 2 del T.U.I.R. sostituendo l’importo di euro 7.500 con quello di  10.000. La norma è (e rimane) in vigore dal 1/1/2018.

 

[2] In sintesi la legge di bilancio 2018 nel prevedere che le attività sportive dilettantistiche potessero essere esercitate con scopo di lucro in una delle forme societarie di cui al titolo V del libro quinto del Codice Civile, disponeva che  lo statuto dovesse contenere, a pena di nullità, le seguenti previsioni (comma 354);

nella denominazione o ragione sociale la dicitura ″società sportiva dilettantistica lucrativa”.

nell’oggetto o scopo sociale lo svolgimento e l’organizzazione di attività sportive dilettantistiche (non è richiesta l’attività didattica – anomalia).

il divieto per gli amministratori di ricoprire la medesima carica in altre società o associazioni sportive dilettantistiche affiliate alla medesima federazione sportiva o disciplina associata o riconosciute da un ente di promozione sportiva nell’ambito della stessa disciplina.

l’obbligo di prevedere nelle strutture sportive, in occasione dell’apertura al pubblico dietro pagamento di corrispettivi a qualsiasi titolo, la presenza di un direttore tecnico in possesso del diploma ISEF o di laurea quadriennale in Scienze motorie o di laurea magistrale in Organizzazione e Gestione Servizi per lo Sport e le Attività Motorie (LM47) o in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate (LM67), o in Scienze e Tecniche dello Sport (LM68), ovvero in possesso della laurea triennale in Scienze motorie.

Quanto alle agevolazioni fiscali era prevista una riduzione al 50% dell’aliquota IRES – aliquota del 12% (comma 355) e l’aliquota IVA ridotta al 10 per cento  per «i servizi di carattere sportivo… nei confronti di chi pratica l’attività sportiva a titolo occasionale o continuativo in impianti gestiti da tali società» (comma 357).

Quanto ai rapporti di collaborazione sportiva dilettantistica le SSD Lucrative erano – al pari delle ASD e SSD non lucrative – escluse  dalla presunzione di subordinazione prevista dal D.Lg.vo 81/15 per le collaborazioni coordinate, continuative ed etero-organizzate ma a differenza delle ASD/SSD non lucrative non godevano dei benefici dell’art. 67 comma I lett.m)  sul regime dei redditi diversi per i relativi compensi; questi venivano classificati come redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente ex art. 50 Tuir  con agevolazione contributiva (ex ENPALS)  ridotta al 50% per i primi 5 anni.

Condizione essenziale per conseguire la qualifica di SSD Lucrativa e per il godimento delle connesse agevolazioni era il riconoscimento a fini sportivi, ovvero l’affiliazione ad una FSN/DSA/EPS e l’iscrizione al Registro Coni (e ovviamente la promozione e l’organizzazione di discipline sportive riconosciute dalle note delibere del CONI  1566/2016 e 1568-1569/2017 per l’iscrivibilità al Registro).

[3] I commi 358 e 359 abrogati (tra gli altri) dal decreto dignità prevedevano  che:

le prestazioni di cui all’art.2 co.2, lettera d), del D.Lg.vo  15.6.15 n.81,come individuate dal Coni ai sensi dell’art.5 co. 2 lett. a) D.Lg.vo 242/99 costituiscono oggetto di contratti di collaborazione coordinata e continuativa e che i compensi derivanti dai contratti di collaborazione coordinata e continuativa stipulati da ASD/SSD costituiscono redditi diversi ai sensi dell’art.67,lett.m) T.U.I.R..

 

 

[4] Sul fronte del trattamento economico si è passati dai primi rimborsi soggetti a franchigia giornaliera alla continua elevazione del tetto dell’area di non imponibilità fiscale e, di pari passo, alle tipologie originarie quali “indennità” e “rimborsi forfetari di spesa” si sono aggiunti  veri e propri “compensi”  – che quindi rispetto ai primi  hanno certamente una natura corrispettiva /remunerativa [ L.25/3/1986 n.80; L.13/5/99 n.133].

Un passaggio fondamentale si verifica poi a partire dal  2000 con la collocazione dei compensi nel regime dei redditi diversi e la conseguente esclusione dagli obblighi previdenziali  indipendentemente dall’ ammontare del corrispettivo

[v.si Art.81 lett.m) T.U.I.R. : “ le indennità di trasferta, i rimborsi forfetari di spesa, i premi e i compensi erogati nell’esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche  …” Lettera così sostituita dall’art.37 comma I lett.c) l. 21/11/2000 n.342 rispetto alla precedente formulazione ( in vigore fino al 1/1/2000)   “ le indennità di trasferta e i rimborsi forfetari di spesa percepiti da soggetti che svolgono attività sportiva dilettantistica, di cui alla l.25/3/86 n.80”].

Infine, quanto all’ambito oggettivo, si è passati dalle singole manifestazioni sportive all’attività didattica e alle collaborazioni coordinate e continuative di carattere amministrativo gestionale[ art. 35 comma V del D.L. 30/12/08 n. 207 convertito in L. 27/2/09 n.14: “Nelle parole esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche contenute nell’articolo 67 comma I lett.m) del TUIR sono ricomprese la formazione, la didattica, la preparazione e l’assistenza  all’attività sportiva dilettantistica” –  art.90 L.289/02 ad integrazione dell’art.67 comma I lett.m) T.U.I.R.: «Tale disposizione si applica anche ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo gestionale di natura non professionale resi in favore di società e associazioni sportive dilettantistiche»].

Prev123417Next